Doppia batosta per Zelensky: la Germania accusa l’Ucraina per il sabotaggio del Nord Stream mentre la Russia bombarda pesantemente Kiev

La procura tedesca accusa Zelensky per il sabotaggio Nord Stream, mentre la Russia colpisce Kiev con un maxi raid

Doppia batosta per Zelensky: la Germania accusa l’Ucraina per il sabotaggio del Nord Stream mentre la Russia bombarda pesantemente Kiev

Quella appena trascorsa è stata una giornata a dir poco pesante per l’Ucraina, stretta tra i maxi bombardamenti russi che hanno devastato Kiev, e la Procura federale tedesca che accusa ufficialmente l’amministrazione Zelensky di aver ordinato il sabotaggio nel 2022 del gasdotto Nord Stream.

La Germania accusa l’Ucraina per il sabotaggio del gasdotto Nord Stream

Proprio la notizia che arriva da Berlino è quella destinata a fare maggiore scalpore. Questo perché mette fine ad anni di accuse portando alla luce una verità che tanti hanno cercato di tenere nascosta, preferendo scaricare le responsabilità della distruzione del gasdotto russo-tedesco sull’armata di Vladimir Putin. L’atto d’accusa nei confronti di Kiev è arrivato in occasione del rinvio a giudizio di un uomo di nazionalità ucraina, sospettato di essere il responsabile del sabotaggio che, sempre per gli inquirenti tedeschi, insieme ad altri militari “ha elaborato, su richiesta delle autorità ucraine, un piano per distruggere i gasdotti Nord Stream 1 e Nord Stream 2”.

L’imputato era stato arrestato il 21 agosto 2025 in Italia e successivamente estradato in Germania. Interrogato dagli investigatori, l’uomo aveva dichiarato di essere stato, all’epoca dei fatti e fino al 2023, comandante dell’esercito ucraino e di trovarsi in Ucraina al momento del sabotaggio. Una versione alla quale le autorità di Berlino non hanno creduto. Secondo gli inquirenti, infatti, il sospettato e i suoi complici, ossia un sommozzatore, uno skipper e un artificiere, avrebbero noleggiato un’imbarcazione a vela in Germania per poi dirigersi verso l’isola danese di Bornholm.

Da lì, il gruppo avrebbe collocato cariche esplosive sui gasdotti, facendole successivamente detonare e distruggendo le condotte. “L’obiettivo era impedire in modo duraturo le forniture di gas attraverso i gasdotti e fare in modo che la Russia non potesse più utilizzare i proventi del commercio del gas naturale per finanziare il proprio sforzo bellico”, afferma la procura. All’epoca dei fatti, il Nord Stream 2 non era ancora entrato in funzione, mentre il Nord Stream 1 era operativo e copriva “circa la metà del fabbisogno annuo di gas naturale” della Germania, ricorda il comunicato.

Putin bombarda pesantemente Kiev e avvisa l’Ue

Una giornata resa drammatica per l’Ucraina anche e soprattutto dalla massiccia offensiva della Russia che ieri ha colpito con ferocia Kiev, con un attacco che viene considerato tra i più grandi mai realizzati dall’inizio della guerra. Pesantissimo il bilancio dei raid che, al momento, segna 20 vittime e oltre 80 feriti. Tra i bersagli colpiti spiccano un pronto soccorso e alcuni uffici usati dal personale dell’Unione europea. Bombardamenti shock, documentati da video e immagini diventate virali, che per il Ministero della Difesa russo hanno riguardato “siti militari-industriali ucraini, infrastrutture energetiche e aeroportuali” a Kiev, ma anche nelle regioni di Dnipro, Poltava, Cherkasy e Chernihiv. Azioni che per il Cremlino sarebbero perfettamente legittime e scattate “in rappresaglia agli attacchi terroristici dell’Ucraina contro strutture civili in territorio russo” degli ultimi giorni.

Raid che Volodymyr Zelensky non ha esitato a definire “brutali” e che dimostrerebbero la volontà dello zar russo di continuare la guerra, spingendo il leader di Kiev a chiedere al presidente americano Donald Trump di “concedere all’Ucraina la licenza per produrre missili Patriot”, ossia il principale strumento difensivo dagli attacchi aerei russi. Una richiesta che, almeno per il momento, non ha ricevuto risposta dal tycoon. Davanti a questa ondata di missili e droni, l’Alta rappresentante dell’Ue per la Politica estera, Kaja Kallas, ha annunciato che proporrà nuove sanzioni verso entità che sostengono il complesso militare russo, in risposta agli attacchi su Kiev. “Le parole di condanna da sole non fermeranno gli attacchi su Kiev. Soltanto un sostegno militare costante per l’Ucraina e una pressione accresciuta su Mosca possono farlo”, ha scritto Kallas su X.

Parole che hanno scatenato la reazione del portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, che rivolgendosi alla Kallas ha ribadito che “la Russia continuerà ad aumentare la pressione sul regime di Kiev per arrivare ai suoi obiettivi”, sottolineando che, a suo dire, l’Ue “cerca l’escalation” e la Russia “non chiuderà gli occhi” davanti a queste provocazioni.