La Sveglia

Dagli ospedali all’acqua potabile: così Israele mette in ginocchio Gaza

Le autorità israeliane continuano a limitare l'ingresso di olio motore a Gaza, mettendo in ginocchio ospedali, ambulanze e pompe dell'acqua.

Dagli ospedali all’acqua potabile: così Israele mette in ginocchio Gaza

A fine luglio un litro di olio motore a Gaza costava più di 1.300 dollari, venti volte il prezzo di sei mesi prima. Lo scrive Medici Senza Frontiere in un comunicato del 12 agosto: da quel litro dipendono i generatori degli ospedali, le ambulanze, le pompe dell’acqua, le autocisterne. Le autorità israeliane continuano a limitarne l’ingresso, insieme ai pezzi di ricambio.

Il 5 agosto un generatore dell’ospedale da campo di MSF a Deir al Balah si è guastato. Con il generatore di riserva la sala operatoria è rimasta accesa solo per i casi critici, e gli ustionati sono rimasti nel caldo senza aria condizionata. Da giugno il polo di desalinizzazione di MSF gira sette ore al giorno invece di dodici, e l’acqua potabile è scesa da 600.000 a 350.000 litri, oltre 40.000 persone in meno servite ogni giorno. «Oggi si tratta di olio motore e pezzi di ricambio. Domani sarà qualcos’altro», dice Filipe Ribeiro, capo missione di MSF in Palestina.

L’11 agosto l’ufficio ONU per gli affari umanitari contava a Gaza oltre 1,3 milioni di persone sotto i sei litri d’acqua al giorno a testa, contro uno standard di emergenza di quindici. Nello stesso testo l’OCHA chiede “più permessi per portare dentro pezzi di ricambio”, l’identica richiesta di MSF, che quel blocco lo colloca “nel contesto del genocidio perpetrato da Israele”.

A luglio la Commissione europea ha lanciato la Team Gaza Initiative, 883,6 milioni di euro per la ripresa di Gaza, con l’Italia fra i governi partecipanti, e la commissaria Dubravka Šuica ha annunciato progressi su due progetti idrici concordati con le autorità israeliane. Le sanzioni a Israele tornano sul tavolo dei ministri degli Esteri europei il primo settembre, e secondo Politico l’intesa resta improbabile prima del voto israeliano del 27 ottobre. Bruxelles conta in milioni di euro. A Gaza si conta al litro.