L’opposizione del governo Meloni e delle forze della destra italiana al Green deal non è certo una novità. E non stupisce, quindi, il tentativo proprio di Roma di boicottare la transizione ecologica, spingendo in Ue per un allentamento delle regole ambientali nel prossimo bilancio europeo.
Secondo quanto scrive Politico, il tentativo di Roma è quello di guidare la strategia che ha un obiettivo: indebolire le regole ambientali del prossimo bilancio dell’Ue (2028-2034) da 2mila miliardi di euro. Il giornale cita alcuni diplomatici di Bruxelles che seguono il dossier e puntano il dito contro il governo Meloni.
Green deal, l’Italia spinge in Ue per allentare le regole ambientali
D’altronde, la presidente del Consiglio non ha mai nascosto i suoi dubbi sul Green deal e ha più volte ribadito la sua intenzione di alleggerire le regole europeo sulla transizione verde. Palazzo Chigi vorrebbe quindi ridimensionare il principio Dnsh, ovvero Do No Significant Harm, quello per il quale gli interventi economici e industriali previsti dai singoli Paesi non arrechino danni significativi all’ambiente. L’obiettivo di questo principio è quello di impedire che i fondi europei vadano a finanziare attività ritenute dannose per gli obiettivi ambientali fissati da Bruxelles ed è stato applicato, per esempio, anche con il Pnrr.
L’Italia ritiene che i nuovi criteri possano escludere interi settori industriali o grandi progetti riguardanti le infrastrutture, portando a bloccare i fondi. Una scelta che, sempre secondo la logica di Roma, penalizzerebbe la competitività dell’Ue a vantaggio di Stati Uniti e Cina. Per questa ragione l’obiettivo del governo italiano è quello di prevedere nuove deroghe, dopo quelle già applicate per la difesa, la sicurezza, le crisi e alcuni progetti per i quali è stato dichiarato l’interesse pubblico “prevalente”.
Palazzo Chigi vorrebbe quindi spingere per allentare, ancora di più, le regole. Ma la posizione italiana non è condivisa da tutti e soprattutto crea tensioni con alcuni Paesi nordici come Danimarca e Finlandia, che vanno invece nella direzione opposta, ritenendo fondamentale un rafforzamento e non un indebolimento del Green deal. Insomma, la partita del bilancio europeo – partita già in salita – prosegue con una nuova frattura e con la speranza, tutta italiana, di affossare le norme per fronteggiare la crisi climatica.