L’astio di Trump per la Meloni è una cosa che va fuori di ogni misura comprensibile. Adesso l’americano è arrivato a chiedere per Meloni, ironicamente, un ordine restrittivo, cioè un ordine di cattura. Ma cosa c’è dietro a questo odio implacabile dopo che s’erano tanto amati?
Livia Contini
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Gentile lettrice, l’ordine restrittivo di cui parla Trump non è un mandato di cattura, che si direbbe warrant in inglese. L’ordine restrittivo è un provvedimento emesso dal giudice per impedire a una persona, in genere un molestatore o stalker, di avvicinarsi o contattare la vittima. Se ne desume, in via di ipotesi, che Meloni abbia tentato la riappacificazione mandando a Trump messaggi che lui ha trovato fastidiosi e, sprezzantemente, ha fatto sapere che li considera roba da stalking. Mi chiede cosa ci sia alla base di tale odio. Probabilmente fatti che non conosciamo, inconfessati o inconfessabili, per cui Trump s’è sentito pugnalato. Possiamo fare ipotesi. La più semplice è che Meloni abbia fatto promesse non mantenute. A mio avviso, però, è più probabile che tutto risalga alla chat riservata che si è saputo esistere tra “volenterosi” e affini: Meloni, Macron, Merz, Starmer, Ursula, Stubb (Finlandia) e Zelensky. Può darsi che nella chat Meloni si sia incautamente sbilanciata definendo Trump con epiteti poco lusinghieri (ce ne sono a bizzeffe applicabili al caso); a quel punto è possibile che uno dei chattanti, un Giuda, abbia girato a Trump la frase o che la Cia abbia infiltrato la chat e letto tutti i messaggi. In tal caso – ma è una mia ipotesi, badi – si spiegherebbe perché The Donald si senta così offeso.
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