Se ne parla sempre meno, ma nella Striscia di Gaza, dove i combattimenti non sono mai realmente cessati, la devastazione ha ormai raggiunto livelli inimmaginabili. Secondo l’ultimo report di Oxfam, ricostruire abitazioni, ospedali, strade e infrastrutture vitali costerà 71,4 miliardi di dollari. Dati alla mano, la nuova stima risulta sette volte più elevata rispetto alle già drammatiche valutazioni elaborate nei mesi scorsi.
Il problema, sempre secondo Oxfam, è che questa cifra non è affatto definitiva, poiché riflette soltanto una parte dell’impatto reale del conflitto scoppiato nel 2023. Ancora più preoccupante è il fatto che la sola ricostruzione degli edifici necessaria per ripristinare condizioni di vita quantomeno accettabili non sarà sufficiente a risolvere la crisi. Come sottolinea il report, sarà infatti necessario ricostruire anche il tessuto sociale della Striscia, in un processo che “richiederà generazioni”.
Secondo Oxfam, come diretta conseguenza del conflitto in corso tra Israele e Hamas, il livello di sviluppo umano nella Striscia di Gaza è stato riportato indietro di ben 77 anni in meno di tre anni.
Gaza rasa al suolo: secondo Oxfam la ricostruzione costerà 71 miliardi e richiederà generazioni
“Qualsiasi piano per la ricostruzione di Gaza è destinato a fallire, indipendentemente dalla cifra che sarà stanziata, se verrà imposto dall’alto, senza un coinvolgimento delle istituzioni locali, della società civile e degli attori economici”, spiega Paolo Pezzati, portavoce per le crisi umanitarie di Oxfam Italia.
Secondo Pezzati, “quanto accaduto negli ultimi vent’anni è lampante. Il costo della ricostruzione dopo le guerre del 2008-2009, del 2014 e del 2021 ammontava complessivamente a 10 miliardi di dollari (ai valori attuali), ma ogni piano è stato soffocato e reso vano dal blocco imposto da Israele, dall’insufficienza dei fondi dei donatori e dal susseguirsi delle offensive militari”.
Il portavoce evidenzia inoltre che, secondo le stime contenute nel report, Gaza ha subito danni e perdite economiche per un totale di 57,9 miliardi di dollari, ma saranno necessari oltre 71 miliardi per sostenerne la ripresa e la ricostruzione nell’arco dei prossimi dieci anni.
“Per questo, con la campagna ‘Palestina’, chiediamo con forza al Governo italiano un cambio di linea politica, anche in sede europea, a sostegno di un processo di ricostruzione realmente inclusivo, esteso anche alle aree colpite dal conflitto in Cisgiordania e a Gerusalemme Est”, conclude il portavoce per le crisi umanitarie di Oxfam Italia.