Intesa Sanpaolo chiude il primo semestre del 2026 con risultati superiori alle attese e un utile netto di 5,55 miliardi di euro, in crescita del 6,5% rispetto allo stesso periodo del 2025. Nel solo secondo trimestre l’utile raggiunge 2,8 miliardi, contro i 2,6 miliardi di un anno prima. Il conto economico registra interessi netti pari a 7,48 miliardi, in aumento dello 0,6%, e commissioni nette per 5,131 miliardi, cresciute del 4,9%. A sostenere il risultato sono soprattutto le attività di gestione, intermediazione e consulenza, in progresso del 6,1%. Il risultato dell’attività assicurativa sale a 973 milioni, rispetto ai 922 milioni del primo semestre 2025.
Intesa Sanpaolo batte le attese e mette a segno un semestre storico
I proventi operativi netti raggiungono 14,533 miliardi, con una crescita del 5,3%, mentre i costi operativi scendono dello 0,7% a 5,222 miliardi. La combinazione tra ricavi in aumento e costi sotto controllo porta il risultato della gestione operativa a 9,311 miliardi, il 9,1% in più su base annua. Il cost/income ratio si riduce dal 38,1% al 35,9%.
Migliorano le stime
Alla luce della performance del semestre, Intesa Sanpaolo ha migliorato la previsione di utile netto per l’intero 2026, ora indicata oltre i 10 miliardi di euro. Il Gruppo prevede ricavi sostenuti da commissioni e attività assicurativa, interessi netti superiori a 15 miliardi, costi stabili e una riduzione degli accantonamenti.
La creazione di valore si riflette anche sulla remunerazione degli azionisti: nel semestre sono maturati 5,3 miliardi di distribuzioni cash, di cui 4,2 miliardi sotto forma di dividendi. Circa 3,8 miliardi sono previsti come acconto da distribuire a novembre.
Il consigliere delegato e ceo Carlo Messina ha sottolineato come i risultati confermino la capacità della banca di operare al servizio di azionisti, famiglie, imprese e territori. In questo quadro si inserisce anche l’offerta presentata agli azionisti del Monte dei Paschi di Siena, con l’obiettivo di costruire un gruppo più solido e profittevole.