Crisi di Ceuta, oltre 41 morti: rimpatriati più di 25mila migranti in poche ore

Partono i rimpatri per i migranti sbarcati a Ceuta nelle ultime ore: già oltre 25mila persone su 60mila sono state rispedite in Marocco.

Crisi di Ceuta, oltre 41 morti: rimpatriati più di 25mila migranti in poche ore

Oltre 60mila migranti hanno raggiunto Ceuta, ma almeno 41 sono morti cercando di raggiungerla. La crisi dell’enclave spagnolo in Marocco sembra comunque destinata a risolversi con i rimpatri che proseguono a ritmi forzati, così come richiesto anche dall’Ue.

Il premier spagnolo, Pedro Sanchez, parla di “attacco alla sovranità territoriale della Spagna”, mentre per la presidente della Commissione Ue, Ursula von der Leyen, quelle di Ceuta sono “immagini inaccettabili” e chiede quindi “rimpatri rapidi”. 

Ma la crisi di Ceuta ha portato anche a uno scontro frontale tra Madrid e Roma. Il governo Meloni ha criticato quello spagnolo e ha ipotizzato la sospensione di Schengen, una mossa inutile e dannosa. E che ha avuto l’unico effetto di far infuriare un potenziale alleato importante in Ue sulla questione migratoria.

Il governo madrileno ha risposta all’Italia spiegando che questa crisi non ha nulla a che vedere con la regolarizzazione dei 500mila migranti prevista dal governo Sanchez, anche perché da quando è entrata in vigore gli sbarchi sono diminuiti, indicando che non è un fattore di attrazione. 

Crisi di Ceuta, i rimpatri procedono a ritmi spediti

Sono già oltre 25mila i migranti arrivati in questi giorni a Ceuta che sono stati rimpatriati in Marocco nelle prime ore del mattino. Fonti del governo spagnolo precidono che “le uscite da Ceuta verso il Marocco stanno procedendo a un ritmo di 150 persone al minuto”.

A fornire i numeri sugli sbarchi è il presidente dell’enclave di Ceuta, Juan Jesus Vivas: le stime sono di circa 60mila persone entrate nelle ultime ore, un numero che “equivale al 70% della popolazione” locale. Una situazione per lui “insostenibile”, perché è come “se in Spagna in 24 ore entrassero 34 milioni di persone”. 

Sanchez, a sua volta, sostiene che i responsabili delle entrate in massa di migranti nell’enclave sono “le mafie”, la crisi sarebbe provocata da “una lettura interessata che fa chi traffica con gli esseri umani di una sentenza della Corte Suprema, mediante la quale si dice che non è possibile il rimpatrio delle persone che entrano nel nostro spazio a nuoto”. Una lettura diffusa, appunto, dalle mafie, secondo Sanchez. 

Le posizioni di Ue e Usa

Mentre diversi Paesi, a partire dal Regno Unito, offrono sostegno alla Spagna per gestire la crisi, anche l’Ue si muove. Il commissario europeo agli Affari Interni, Magnus Brunner, parla di situazione “inaccettabile” ma ribadisce anche che “non ci sono flussi verso il continente europeo o altri Stati membri”. La crisi è quindi circoscritta all’enclave e “i controlli sulle persone che partono da Ceuta e Melilla restano operativi”. 

Ben diversa la posizione del presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, che approfitta della situazione per attaccare la sinistra: secondo il presidente, gli Usa dovrebbero fare i conti con circostanze simili se alle elezioni presidenziali vincessero i democratici. “Ricordate queste immagini. Accadrà a noi tra tre anni se vince la parte sbagliata. Se vincono i democratici, non farete una gran vita”, dice a Fox News.