Mentre a Ceuta si contano i morti (57 quelli ufficiali, ma il numero è destinato a salire) e si cerca di arginare una possibile (ma non avvenuta) invasione, a Roma si chiudono le frontiere e si dichiara l’autarchia, sospendendo Schengen: stop ai voli e alle rotte marittime con la Spagna. Un Paese di frontiera esterna dell’Unione che, invece di tendere una mano a un altro Paese di frontiera esterna in crisi, sceglie di trattarlo come un problema di ordine pubblico.
Ceuta, la cronaca di una (non) invasione
La sequenza dei fatti è nota: nella notte tra giovedì e venerdì migliaia di persone hanno attraversato a nuoto o a piedi il confine tra Marocco e l’exclave spagnola, con la diga di El Tarajal che è diventata un cimitero. Oltre 50mila gli arrivi dal Marocco, disperati, molti dei quali però sono già tornati sui loro passi. Oltre 37mila, dirà il premier spagnolo Pedro Sanchez, leader di sinistra lasciato clamorosamente solo. Arrivato a Ceuta ieri e contestato da chi lo accusava di aver lasciato scoperta la frontiera, ha parlato di “un attacco alla sovranità territoriale” e ha attribuito la regia alle mafie del traffico di esseri umani.
E Meloni si schiera con gli oltranzisti
Poi c’è la politica (o l’assenza della medesima). Di fronte alla peggiore crisi migratoria spagnola dal 2021, il governo italiano ha scelto lo schieramento sbagliato: quello di chi da sempre nega solidarietà all’Italia, abbandonando l’unico partner che su questo dossier avrebbe avuto ogni interesse a starle vicino, condividendo con l’Italia lo stesso squilibrio strutturale del regolamento di Dublino e la stessa fatica quotidiana con gli arrivi via mare.
Invece, fin dalle prime ore dell’alba di ieri Meloni ha deciso di stare dalla parte di chi, negli ultimi quattro anni, ha usato l’Italia come bersaglio, ogni volta che a Lampedusa arrivava un barcone di migranti.
Non solo dei governi del nord Europa, quelli che non hanno mai aiutato Italia, Spagna e Grecia, ritenendo la questione migratoria un puro affare degli stati del sud, ma anche i politici più razzisti.
E così Meloni si è schierata con Marine Le Pen che chiede di sospendere Schengen e promette che nel 2027 “porrà fine a questa follia”. Con Alice Weidel, leader di quell’AfD che invoca per la Germania gli stessi respingimenti che chiede da anni contro i porti italiani. Con Jordan Bardella che parla di “inondazione” e di europei “vittime collaterali”. Con il vice presidente Usa, JD Vance e con Elon Musk, che trasformano Ceuta in un meme sull’invasione di zombie.
Ha scelto Donald Trump, che ieri, parlando al suo gabinetto ha detto: “Sembra l’invasione di un paese e la stessa cosa succederà (in Usa, ndr) se i repubblicani non vengono eletti alle elezioni di metà mandato”.
Il risultato è che l’Italia è sempre più isolata in Europa
Il risultato è che l’Italia si ritrova paradossalmente più isolata. Perché mentre Palazzo Chigi e la Farnesina evocano la chiusura di Schengen, l’ambasciatore italiano a Madrid veniva convocato per protesta, col ministro degli Esteri spagnolo Albares che ha parlato di dichiarazioni “indegne” da un Paese da cui si aspettava solidarietà.
E la Francia — che pure rafforza i controlli alla frontiera terrestre — lo ha fatto in coordinamento con Madrid, non contro Madrid. “Ho contattato il presidente del governo spagnolo per esprimere la nostra solidarietà e offrire tutta l’assistenza necessaria, anche tramite Frontex”, ha scritto su X, Emmanuel Macron.
Bruxelles, con Ursula von der Leyen e Antonio Costa, ha espresso piena solidarietà a Madrid e lodato la “ferma risposta” di Sanchez. Costa arriva a definire quella spagnola una battaglia comune dell’Unione per proteggere le frontiere esterne. Nessuno, tra le istituzioni comunitarie, ha usato parole così nette quando a doversela vedere da sola era l’Italia.
Lo ricorda Giuseppe Conte, che dopo aver parlato di “una psicosi Vannacci che spinge il governo a un’operazione di sciacallaggio”, sottolinea come “Meloni ha dimenticato quanto nell’estate del 2023 implorava con una lettera accorata che von der Leyen venisse a Lampedusa, in un solo giorno 6 mila sbarchi…”. E aggiunge che ci sono stati “326 mila sbarchi da quando governa Meloni e quanti rimpatri ci sono stati?”. domanda.
Inutile sospendere Schengen
C’è poi un dettaglio tecnico che rende la mossa italiana ancora più difficile da spiegare: sospendere Schengen con la Spagna per fermare presunti flussi da Ceuta non serve assolutamente a nulla, perché Ceuta e Melilla non fanno parte dello spazio di libera circolazione. Lo ha ricordato il commissario europeo Magnus Brunner, lo ha ripetuto la stessa Madrid, lo ha spiegato perfino Carlo Calenda: chi arriva nelle due ex-enclavi non può muoversi liberamente né verso la penisola iberica né verso il resto d’Europa.
Chiudere una frontiera che non c’entra nulla con il problema è un gesto simbolico, buono per una conferenza stampa, inutile per fermare un solo attraversamento.