Un mero passaggio tecnico, o poco più, giurano a Bruxelles. Ma la notifica ufficiale piombata sui tavoli della Commissione Europea ieri con la quale Italia e Spagna hanno formalizzato il ripristino temporaneo dei controlli alle frontiere interne, congelando di fatto la libera circolazione di Schengen, è molto di più. E’ la certificazione documentale della rottura tra le due principali sponde del Mediterraneo. Tra due dei Paesi più esposti alle ondate migratorie e, per questo, destinati a cooperare, in teoria.
Brunner: “Controlli temporanei, i canali di comunicazione con Roma e Madrid restano strettissimi”
Da Bruxelles, il commissario agli Affari interni Magnus Brunner ieri ha tentato di gettare acqua sul fuoco: “La situazione tornerà alla normalità, i controlli sono temporanei e i canali di comunicazione con Roma e Madrid restano strettissimi”, ha assicurato.
Bruxelles ha anche accennato di una “fede preziosa” tra gli Stati membri nella gestione dei flussi migratori e ha plaudito alla collaborazione tra Madrid e Rabat per i rimpatri immediati dei migranti entrati illegalmente nell’exclave spagnola. Ma, al di là delle rassicurazioni di facciata, la tensione tra il governo di Giorgia Meloni e l’esecutivo socialista di Pedro Sánchez apapre fuori controllo.
Ceuta, l’affondo del ministro Albares contro Roma: “Azioni dettate da esigenze elettorali”
A certificarlo le parole al vetriolo del ministro degli Esteri spagnolo, José Manuel Albares, piombato ieri in visita ufficiale a Ceuta. Il capo della diplomazia iberica non ha usato filtri: “Roma ha reagito con leggerezza e frivolezza a questa crisi migratoria”. Quindi l’affondo politico, che sposta l’asse della polemica dal dossier sicurezza alla propaganda interna: “Le azioni del governo italiano non sono state improntate alla solidarietà, ma sono dettate esclusivamente da interessi di parte e da esigenze elettorali nazionali”.
Per Albares, l’esecutivo Meloni ha cavalcato l’emergenza di Ceuta per giustificare la stretta sui confini, malgrado – a suo dire – l’Italia resti “il Paese dell’Unione con il maggior numero di ingressi illegali, il doppio rispetto alla Spagna”.
La replica di Salvini dopo Ceuta: “Sanchez ridicolo, difendiamo i confini”
La stizzita replica da Roma non si è fatta attendere ed è arrivata con i toni tranchant del vicepremier Matteo Salvini. Il leader della Lega, che da giorni accusa Madrid di lassismo sul fronte nordafricano, ha liquidato le contestazioni spagnole: “Sánchez sfiora il ridicolo, noi difendiamo i confini”.
Secondo la linea del Carroccio, le falle nel sistema di contenimento spagnolo rischiano di trasformare la rotta iberica in una corsia preferenziale per l’immigrazione clandestina diretta nel resto del continente, giustificando ampiamente le contromisure di sicurezza adottate dal Viminale nei valichi di frontiera.
Domani audizione di Piantedosi al Comitato Schengen
La partita, ora, si sposta nei palazzi della politica romana, dove i riflettori sono tutti puntati su palazzo San Macuto. Domani, alle 14.30, il Comitato Schengen si riunirà in un’audizione d’urgenza già calendarizzata per ascoltare il ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi.
All’ordine del giorno c’è proprio il ripristino dei controlli alla frontiera con la Spagna. Secondo i piani, Schengen dovrebbe essere ripristinato dopo il 15 agosto. Piantedosi sarà chiamato a relazionare non solo sui dettagli tecnici del blocco temporaneo e sui numeri effettivi dei flussi tracciati dalle nostre forze dell’ordine, ma anche a rispondere del collasso nei rapporti diplomatici con la Spagna, in una crisi che rischia di ridisegnare la mappa dei controlli nell’Europa del sud.