L'Editoriale

Il turismo specchio di come è conciato il Paese

Il governo festeggia per i dati sulla stagione estiva, ma non parla dei veri dati che offrono uno spaccato del turismo in Italia.

Il turismo specchio di come è conciato il Paese

“La stagione sta andando molto bene”, ha detto lunedì da Torri del Benaco il ministro del Turismo Gianmarco Mazzi, e ha messo sul vassoio la previsione: 172 milioni di presenze entro agosto, quasi 90 milioni di stranieri. Due giorni dopo la Guardia di finanza ha spiegato come va bene. A Bari ai bagnini di uno stabilimento restavano dai 2 ai 5 euro lordi l’ora, laddove il contratto ne prevede da sette a dodici, perché parte dello stipendio in busta paga la restituivano in contanti al titolare. Contanti che pagavano in nero altri ragazzi alle feste. Quattro indagati per associazione a delinquere finalizzata allo sfruttamento del lavoro, e tra loro il consulente che avrebbe aggiustato i cedolini.

Il bollettino ferragostano è coerente. A Treviso ventisette lavoratori irregolari in ventidue locali, ventisei in nero. Nel Vibonese trenta senza contratto. A Gioia Tauro un lido che dal 2021 non versava l’Imu. Insomma, l’estate italiana sta in piedi su un ricatto, e il ricatto ha bisogno di chi non può dire di no.

Anche i numeri del ministro vivono di stranieri. Nel primo semestre gli arrivi italiani sono saliti dell’1,97%, quelli dall’estero del 6,45%: il governo che ha fatto della parola invasione un programma campa sull’invasione, e la ringrazia in diretta. Il decreto flussi ha stanziato 15.075 quote di stagionali stranieri per il turismo. I temibili clandestini servono eccome, basta chiamarli quote.

Gli italiani intanto guardano da riva. Il 35,7% non può permettersi una settimana di ferie fuori casa, contro il 27,5 europeo, dice Eurostat. Troppo poveri per la patria che gli raccontano ogni sera. E la patria, sul bagnasciuga, è affittata: il 42,8% delle coste basse è in concessione secondo Legambiente, per un canone che allo Stato rende ben 115 milioni l’anno.

«Il motto di questo governo sarà non disturbare chi vuole fare», annunciava Giorgia Meloni alla Camera il 25 ottobre 2022. Quattro anni dopo sappiamo chi non va disturbato. I conti tornano perché c’è chi li fa tornare: sopra i milioni di presenze da annunciare in televisione, sotto un ragazzo alla prima esperienza che riconsegna i contanti al padrone e ringrazia. Stagione eccellente, dice il ministro.