L'Editoriale

Un Leone contro la guerra

Il Papa scomunica il riarmo. E richiama al rispetto del diritto internazionale. Applicato contro Putin, ignorato con Trump e Natanyahu

Un Leone contro la guerra

Brutte notizie per il partito transnazionale europeo della guerra. Se qualcuno pensava che con la morte di Papa Francesco – che aveva apertamente rimproverato alla Nato (ergo all’Occidente) di essere “andata ad abbaiare alle porte della Russia” – le bordate contro il conflitto mondiale “a pezzi” sarebbero cessate, da ieri farebbe bene a ricredersi. Non è stato, del resto, più tenero, l’intervento del successore di Bergoglio, Leone XIV contro il riarmo europeo.

Un (Papa) Leone contro la guerra

A Metz, davanti al presidente francese Emmanuel Macron, alla testa insieme a Germania e Gran Bretagna del blocco dei volenterosi del fine guerra mai in Ucraina, il Pontefice ha messo il dito nella piaga. “Bisogna guardarsi dall’illusione del riarmo”, ha avvertito. Ed ha aggiunto: “Bisogna chiedersi se stiamo realmente facendo sforzi creativi per promuovere la pace mondiale o se stiamo semplicemente cercando di arginare l’emorragia della guerra e prepararci meglio a quelle che presumiamo debbano ancora venire”.

Parole alle quali, in Italia, non solo il governo ma anche il Pd, in veste di principale partito dell’opposizione, dovrebbe tenere a mente in vista della segreteria di domani e della direzione di venerdì. A cominciare dalla leader Elly Schlein, che continua a barcamenarsi come può per tenere insieme le diverse anime del partito e frenare la spinta bellicista della minoranza riformista.

Ma c’è un altro passaggio del discorso di Leone XIV che dovrebbe far riflettere, dal primo all’ultimo, i leader europei, a cominciare dalla presidente della Commissione Ue, Ursula von der Leyen. Quello sul diritto internazionale e il multilateralismo, che, ricorda il Papa, “sottolineano l’eguaglianza effettiva degli Stati nelle loro relazioni reciproche e costituiscono il miglior antidoto alla volontà di dominio, che è all’origine di ogni conflitto”.

Lo stesso diritto internazionale che, per citare un autorevole ministro italiano, vale fino a un certo punto. Applicato alla lettera con la pluri-sanzionata Russia di Putin che invade l’Ucraina. Ma trattato come carta straccia nelle guerre illegali di Usa e Israele della premiata ditta Trump-Netanyahu dai cosiddetti leader europei.