Tempi duri per gli automobilisti italiani con il caro carburanti che vola, segnando un record storico. E il Codacons lancia l’allarme: “Il taglio delle accise è in scadenza ed è una presa in giro degli italiani”

Tempi duri per gli automobilisti italiani. Il caro carburanti oggi 24 agosto segna un record storico per il diesel. Allarme del Codacons

Tempi duri per gli automobilisti italiani con il caro carburanti che vola, segnando un record storico. E il Codacons lancia l’allarme: “Il taglio delle accise è in scadenza ed è una presa in giro degli italiani”

Sono tempi duri per gli automobilisti italiani che, soprattutto a causa della guerra in Medio Oriente, sono sempre più invischiati nella morsa del caro carburanti. Una situazione che peggiora di giorno in giorno, con gli ultimi dati rilevati dall’Osservatorio sui prezzi dei Carburanti del ministero delle Imprese e del Made in Italy secondo cui il prezzo medio di benzina e diesel è ormai fuori controllo.

Stando ai dati e facendo riferimento alla modalità self service lungo la rete stradale nazionale, il prezzo per un litro di benzina è pari a 2,010 euro al litro mentre per il gasolio arriva addirittura a 2,131 euro al litro. Com’è facile intuire, sulla rete autostradale le cose vanno anche peggio, con il prezzo medio al self service che è di 2,088 euro al litro per la benzina e di 2,204 euro al litro per il gasolio.

Quel che è peggio è che la situazione potrebbe ulteriormente aggravarsi perché rischia di concludersi la riduzione di 17 centesimi al litro del prezzo del gasolio, mentre non è in corso nessuno sconto per la benzina. Si tratta della misura decisa dal Consiglio dei ministri del 4 agosto e che sarebbe dovuta scadere oggi, ma che è stata prorogata dal governo Meloni fino a mercoledì 26 agosto attivando il meccanismo delle accise mobili, che sfrutta l’extragettito Iva.

Una misura che, se non verrà confermata, rischia di far salire il prezzo del diesel a oltre 2,3 euro al litro.

Il Codacons lancia l’allarme sul caro carburanti

Che la situazione sia complessa e delicata lo ha spiegato il Codacons commentando i dati diffusi dal Mimit. “In autostrada il prezzo medio del gasolio ha superato il record storico italiano raggiunto nel 2022”, assestandosi a “una media di 2,204 euro al litro”. Superato ampiamente il record del 14 marzo 2022, spiega l’associazione dei consumatori, quando un litro di diesel costava in media in Italia 2,154 euro al litro.

“Per la benzina invece la soglia dei 2 euro al litro è stata superata nel nostro Paese solo in otto occasioni, e precisamente a marzo, giugno e luglio 2022 e poi nel settembre del 2023”, aggiunge il Codacons segnalando che “le brutte notizie per gli automobilisti italiani non sono finite” perché “a partire dal prossimo 27 agosto e senza nuovi interventi da parte del governo il gasolio volerà sulla rete ordinaria a una media di oltre 2,3 euro al litro, mentre in autostrada il prezzo medio salirà a 2,37 euro al litro, considerati i prezzi attuali dei carburanti”.

Del resto, conclude l’associazione, “la mini proroga dello sconto sulle accise decisa ieri dal governo non risolverà affatto il problema dei prezzi dei carburanti e suona come una presa in giro degli italiani. Il taglio delle accise non solo deve essere prorogato, ma deve essere esteso anche alla benzina considerati i nuovi prezzi record raggiunti alla pompa, mentre lo sconto sul gasolio deve essere incrementato perché è evidente che i 17 centesimi odierni non sono più sufficienti a calmierare la spesa per i rifornimenti”.

La politica in tilt

Davanti a questa poderosa ascesa dei prezzi, maggioranza e opposizione continuano a darsele di santa ragione. In mattinata il vicepremier, Antonio Tajani, su RTL 102.5 ha risposto alla segretaria del Pd, Elly Schlein, che ieri ha chiesto “subito una tassa sugli extraprofitti energetici contro il caro carburanti”. Secondo Tajani tale appello è irricevibile perché “il concetto di extra profitto non esiste in diritto, esistono i profitti. Tutti debbono dare dei contributi, questo è giusto, ma io mi preoccuperei delle speculazioni eventuali che possono esserci da parte di grandi aziende”.

Secondo Tajani “il concetto di extra profitto, così caro alla sinistra, non va bene: lo tirano fuori per le banche, lo tirano fuori quando si parla di patrimoniale, ma è una concezione veramente anti-industriale, anti-impresa contro il mercato”.

Il Movimento 5 Stelle incalza il governo: “Proponiamo un taglio secco delle tasse su benzina e gasolio”

“Siamo al fisco dei sogni. All’avvicinarsi della sessione di bilancio, e del dibattito sulla manovra, ripartono gli annunci scoppiettanti di tagli delle tasse da parte della maggioranza. La cosa è ormai notoriamente ridicola, visto che la maggioranza parlamentare di centrodestra appoggia un governo che ha il record della pressione fiscale degli ultimi 10 anni e ha aumentato una valanga di tasse che vanno dalle accise sui carburanti all’Iva sull’infanzia, passando per l’incremento delle tasse sulla casa”.

A dichiararlo in una nota è il senatore Mario Turco, vicepresidente del M5S e delegato del movimento alle politiche economiche e fiscali, secondo cui il Movimento intende proporre “un piano di drastico taglio delle tasse sugli italiani e sulle imprese basato su alcuni punti qualificanti: cashback fiscale per accreditare direttamente e più velocemente sul conto corrente dei contribuenti il valore delle detrazioni a cui hanno diritto, in primis quelle sanitarie; raddoppio della no tax area per i redditi bassi con un effetto trascinamento fino ai redditi medi; indicizzazione all’inflazione degli scaglioni fiscali per contrastare l’effetto perverso del fiscal drag, che in questi anni ha eroso in modo devastante il potere d’acquisto del ceto medio; recupero dei crediti d’imposta di Transizione 4.0 per incentivare gli investimenti delle imprese”.

“Per le coperture”, conclude Turco, “faremo riferimento a una vera tassazione degli extraprofitti e delle transazioni finanziarie speculative, all’ulteriore informatizzazione della lotta all’evasione fiscale, a una razionalizzazione della spesa pubblica che passerà in particolare dall’efficientamento delle stazioni appaltanti”.

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