Nepal travolto dall’alluvione: 22 morti e centinaia di dispersi. La Farnesina: “In corso le verifiche per accertare le condizioni dei 90 connazionali presenti nell’area”

Alluvione shock in Nepal: 22 morti e centinaia di dispersi. La Farnesina: "In corso verifiche per accertare le condizioni di 90 connazionali"

Nepal travolto dall’alluvione: 22 morti e centinaia di dispersi. La Farnesina: “In corso le verifiche per accertare le condizioni dei 90 connazionali presenti nell’area”

Una catastrofe sta sconvolgendo il Nepal dove, probabilmente a causa di una valanga di ghiaccio, è esondato il fiume Bhote Koshi, nel distretto di Rasuwa, causando morti, dispersi e gravi danni. Al momento le vittime accertate sono 22, mentre decine di persone risultano ancora irrintracciabili. A fornire ulteriori dati è il Nepal Tourism Board, secondo cui nell’area sarebbero almeno 384 i turisti dispersi: 291 cittadini stranieri e 93 nepalesi.

Tra i dispersi ci sono 32 membri della polizia nepalese e dell’Armed Police Force nella località di Timure, vicino al confine con la Cina. Altri 60 lavoratori legati al progetto idroelettrico Langtang Khola risultano irreperibili. Risultano inoltre dispersi 15 dipendenti dell’ufficio doganale di Rasuwa a Timure, secondo quanto riferito dal responsabile dell’ufficio, Rajendra Dhungana.

La Farnesina: “In corso le verifiche per accertare le condizioni dei 90 connazionali presenti nell’area”

Sul caso si è subito attivata la Farnesina, secondo cui, sulla base delle registrazioni effettuate dai turisti, sono circa 90 i connazionali presenti tra Nepal e Tibet. Proprio per questo, assicurano dal ministero degli Esteri, “sono in corso le verifiche per accertarne le condizioni e assicurare, ove necessario, assistenza. Si invitano i connazionali a scaricare l’App ‘Viaggiare Sicuri’ o a registrare la propria presenza in zona sul sito Dove siamo nel mondo“.

“Per emergenze, i connazionali possono contattare l’Unità di Crisi della Farnesina al numero +39 06 36225, il Consolato Generale d’Italia a Calcutta al numero +91 9831212216, il Consolato Generale Onorario d’Italia a Kathmandu ai numeri +977 14538388 / +977 14529089 e, per la Cina, l’Ambasciata d’Italia a Pechino al numero di emergenza +86 139 0103 2957”.

Le ipotesi sulle cause dell’alluvione in Nepal

Allo stato attuale non è ancora chiaro cosa possa aver innescato la spaventosa alluvione. Tra le ipotesi c’è anche quella di un collegamento con il terremoto di magnitudo 4,4 avvenuto alle 8:37 ora locale, con epicentro in Tibet e a 10 chilometri di profondità, che potrebbe aver provocato una frana. Proprio quest’ultima, a sua volta, avrebbe potuto causare l’esondazione del fiume Bhote Koshi, al confine tra Nepal e Tibet cinese.

L’ipotesi della valanga di ghiaccio è stata formulata dagli scienziati nepalesi e cinesi ed è finita al centro di un articolo del Kathmandu Post. Secondo Rijan Bhakta Kayastha, professore della Kathmandu University e ricercatore sul clima, la valanga sarebbe caduta nel Lhende, creando uno sbarramento temporaneo. L’acqua si sarebbe quindi accumulata a monte per poi riversarsi improvvisamente a valle, causando la piena che ha colpito il Bhotekoshi.

“L’ipotesi iniziale è che una valanga di ghiaccio e, forse, la rottura di un lago glaciale abbiano provocato l’esondazione”, ha spiegato Kayastha, sottolineando tuttavia che saranno necessari diversi giorni per stabilire se vi sia stato anche il cedimento di un lago glaciale. Nella stessa area si trovano infatti diversi grandi laghi glaciali e un episodio analogo si era verificato nel luglio del 2025.

A rafforzare l’ipotesi di un evento improvviso è anche l’assenza di precipitazioni intense nella zona di Rasuwa.