Yair Netanyahu, 35enne figlio del premier israeliano, sarebbe finito nel mirino dell’intelligence iraniana, che avrebbe organizzato il suo assassinio mentre si trovava in Florida, negli Stati Uniti. A darne notizia è il Times of Israel, che cita un articolo pubblicato dal sito statunitense di destra Newsmax, nel quale sono riportate le dichiarazioni di una fonte interna agli 007 statunitensi che ha chiesto di mantenere l’anonimato.
Difficile che si tratti di una mera illazione, perché soltanto 24 ore prima Benjamin Netanyahu, in un’intervista telefonica con Channel 14, aveva sorpreso tutti affermando: “L’Iran ha preso di mira uno dei miei figli. L’Iran ha cercato di uccidere, di assassinare uno dei miei figli”. Un intervento nel quale il leader israeliano, evidentemente informato dell’accaduto, non ha specificato quale dei suoi due figli fosse il bersaglio, né ha fornito ulteriori dettagli sul piano che sarebbe stato messo a punto da Teheran.
A fare chiarezza è la fonte citata da Newsmax, secondo cui l’intelligence israeliana aveva appreso che agenti iraniani fossero già “sul campo” nell’area di Miami per sorvegliare gli spostamenti di Yair Netanyahu, con l’evidente scopo di capire se, come e quando colpire. Nell’articolo viene raccontato anche che gli agenti segreti avrebbero intimato al figlio del premier israeliano di lasciare immediatamente la Florida e di tornare in Israele, cosa che sarebbe poi effettivamente avvenuta, tanto che oggi Yair Netanyahu sarebbe rientrato stabilmente nel Paese.
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“L’Iran ha cercato di uccidere mio figlio mentre si trovava in Florida, negli Stati Uniti”: l’accusa choc di Netanyahu che poi chiede a Trump di riprendere la guerra contro Teheran
Accuse pesantissime nei confronti dell’apparato di intelligence iraniano che, però, da Teheran vengono seccamente smentite. Anzi, fonti interne al regime di Mojtaba Khamenei fanno sapere che si tratterebbe di una fake news israeliana, creata con l’intento di aumentare la tensione e costringere Donald Trump a usare il pugno di ferro contro l’Iran.
E, puntuale come un orologio svizzero, dopo che la notizia ha fatto il giro del web, il premier israeliano Benjamin Netanyahu, in un discorso in ebraico tenuto a Gerusalemme, ha subito colto la palla al balzo per mostrare i muscoli. Davanti a una platea, infatti, il leader israeliano ha detto di nutrire “dubbi sulla possibilità di raggiungere un accordo con quei selvaggi in Iran”, assicurando di aver ribadito il concetto al presidente americano Donald Trump.
Proprio durante una conversazione riservata con il leader di Washington, Netanyahu lo avrebbe incalzato sostenendo che, per raggiungere un accordo con Teheran, l’unica strada sarebbe quella di combinare un’azione diplomatica con un’azione militare “incisiva” e con “un inasprimento dell’assedio” economico al regime degli ayatollah. Subito dopo, parlando ancora ai presenti, Netanyahu avrebbe ribadito di aver detto a Trump di dubitare della possibilità di raggiungere un “buon accordo” con Teheran.