Tasse sugli extraprofitti, rissa a destra tra Lega e Forza Italia

Rissa a destra sull'ipotesi di tassare gli extraprofitti di big bancari ed energetici. Forza Italia dice No, la Lega è favorevole

Tasse sugli extraprofitti, rissa a destra tra Lega e Forza Italia

La rissa a destra, tra Lega e Forza Italia, sugli extraprofitti – oltre che sul risiko bancario – rende ancora più evidente il motivo per cui il governo Meloni ha messo in naftalina l’ipotesi di tassare i guadagni extra delle compagnie petrolifere, nonostante le risorse per frenare la galoppata dei prezzi dei carburanti non ci siano, o meglio scarseggino. Ufficialmente perché manca l’ombrello europeo, in realtà a causa delle divisioni in maggioranza sulla questione, ovvero per il muro di Forza Italia.

Tasse sugli extraprofitti, rissa a destra tra Lega e Forza Italia

“Credo che si possa lavorare anche discutendo e confrontandoci con il mondo industriale, soprattutto nel settore degli idrocarburi. Io sono contrarissimo a qualsiasi ipotesi di extra profitto, di tasse. Quando sento la parola tasse mi viene l’orticaria. Ma non voglio sentire la parolaccia extra profitto, che mi sa molto di Unione Sovietica”, ha detto il vicepremier azzurro e ministro degli Esteri Antonio Tajani. “Sono contrarissimo – ha insistito il leader di Forza Italia – a qualsiasi ipotesi di tassare gli extraprofitti, che non esistono né in diritto, né in economia, né in politica”.

Replica per la Lega Claudio Borghi: “Leggo da notizie di stampa che il ministro Tajani è contrario alla tassa sulle banche, proposta dalla Lega per ridurre le accise in modo consistente perché ‘sentire la parola tasse mi dà l’orticaria’. Ricordo a Tajani che anche le accise sono imposte, anche se il nome è scritto in modo diverso: la scelta è se le devono pagare i cittadini o un settore che, grazie a quei cittadini, ha fatto 200 miliardi di utili in pochissimi anni. L’alternativa è stracciare il Patto di stabilità della compagna di partito di Tajani, la signora Ursula Von der Leyen e fare più deficit. Anche questo ci va bene. La scelta è semplice: o si fa più deficit e si mandano a quel paese le regole di quella Ue che Tajani così tanto ama, o si tassano i cittadini con le accise, o si tassano gli enormi e anomali profitti delle banche”, ha detto il senatore della Lega.

Replica di FI, opposizioni in trincea

Controreplica Raffaele Nevi, portavoce nazionale di Forza Italia. “Borghi può dormire sonni tranquilli. Fin quando ci saremo noi, come ha più volte ripetuto il nostro segretario Tajani, non ci saranno mai tasse, su nessuno”, dice all’Adnkronos. Le opposizioni, dal Pd al M5S fino ad Avs, sono favorevoli a tassare gli extraprofitti e intervengono di conseguenza nella rissa. “Abbiamo chiesto al governo di proteggere le famiglie e le imprese dal caro energia con misure più forti e strutturali, da finanziare tassando gli extraprofitti delle grandi società energetiche”, afferma la segretaria del Pd, Elly Schlein.

“Ma a Palazzo Chigi sta andando in scena l’ennesimo atto del teatro dell’assurdo: Salvini dice una cosa e Tajani il contrario, mentre Meloni tace imbarazzata. E il prezzo delle loro divisioni intanto lo pagano gli italiani”, conclude. “Da Unione Sovietica è il record della pressione fiscale negli ultimi 10 anni inflitta agli italiani dal governo di cui Tajani fa parte. Da Unione Sovietica è la valanga di tasse che il governo di cui Tajani fa parte ha aumentato, direttamente o indirettamente”, attacca la deputata M5S, Daniela Torto.