Caro-carburanti: il governo Meloni non ha più scuse. Se vuole può tassare gli extraprofitti

Mentre i prezzi dei carburanti salgono ancora, Bruxelles risponde a Roma e ad altri cinque Paesi Ue: chi vuole può tassare gli extraprofitti

Caro-carburanti: il governo Meloni non ha più scuse. Se vuole può tassare gli extraprofitti

Oltre al danno anche la beffa per gli automobilisti. Il governo ha concesso ventiquattr’ore in più contro la crisi dei carburanti che ogni giorno si fa più spietata. Il governo ha allungato fino al 26 agosto lo sconto sul diesel. Un rinvio del taglio di 17 centesimi alla pompa che però non basta – non può bastare – a consumatori e opposizioni, mentre anche oggi si è registrata un’impennata dei prezzi ai distributori. Con una novità: Bruxelles fa sapere che se Roma volesse potrebbe tassare gli extraprofitti.

Secondo i dati forniti dal ministero delle Imprese e del Made in Italy il prezzo medio dei carburanti in modalità ‘self service’ lungo la rete stradale nazionale è stato pari a 2,010 euro al litro per la benzina, in rialzo il gasolio a 2,131 euro. Sulla rete autostradale, invece, il prezzo medio self è stato di 2,088 euro al litro per la benzina (2,087 il giorno prima) e 2,204 euro al litro per il gasolio (2,203 domenica). In autostrada il prezzo medio del gasolio ha superato il record storico italiano raggiunto nel 2022, ha spiegato il Codacons.

L’avvertimento

Con una media di 2,204 euro al litro in autostrada il gasolio supera il record raggiunto nella settimana del 14 marzo 2022, quando un litro di diesel costava in media in Italia 2,154 euro al litro – analizza l’associazione – Per la benzina invece la soglia dei 2 euro al litro è stata superata nel nostro Paese solo in otto occasioni, e precisamente a marzo, giugno e luglio 2022 e poi nel settembre del 2023. E le brutte notizie non sono finite: a partire dal prossimo 27 agosto e senza nuovi interventi da parte del governo il gasolio volerà sulla rete ordinaria a una media di oltre 2,3 al litro, mentre in autostrada il prezzo medio salirà a 2,37 euro al litro, considerati i prezzi attuali dei carburanti.

Il nodo degli extraprofitti

La strada indicata dalle opposizioni, dal M5S al Pd fino ad Avs, rimane quella di tassare gli extraprofitti subito per poter ricavare risorse. E di farlo senza aspettare Bruxelles. Con Berlino, Vienna, Madrid, Lisbona e Varsavia, Roma ha proposto alla Commissione di ripartire dalla tassa del 2022. Bruxelles ha risposto: “La tassazione degli extraprofitti è di competenza degli Stati membri, che possono agire sulla base della legislazione nazionale”. Dunque il governo Meloni non ha più alibi o scuse di sorta. Se volesse potrebbe agire.

Affari d’oro

Del resto i numeri sono eloquenti. Ammontano a 7,5 miliardi in totale gli extraprofitti generati in Europa nella prima metà del 2026 da otto grandi compagnie petrolifere (Shell, BP, TotalEnergies, Eni, Orlen, Repsol, Omv, Moeve) dopo lo scoppio del conflitto tra Stati Uniti e Iran il 28 febbraio 2026. A livello globale gli extraprofitti sono stati circa 17,9 miliardi (3,7 miliardi di euro nel primo trimestre e 14,2 miliardi nel secondo). La quantificazione è stata fatta in uno studio da T&E (Transport & environment), la Federazione europea per i trasporti e l’ambiente, che raggruppa le organizzazioni non governative che promuovono il trasporto sostenibile.