Meloni esulta, ma intanto il debito pubblico esplode

Meloni si vanta di successi economici che non trovano riscontro nella realtà e che vengono smentiti dai dati.

Meloni esulta, ma intanto il debito pubblico esplode

Giorgia Meloni esulta, rivendica i grandi risultati del suo governo sul fronte economico. Lo fa con una lunga intervista a Milano Finanza, nella quale sostiene che “l’economia italiana sta andando bene” e che i dati di inizio anno sono “incoraggianti”. Certo, non dice che nel secondo trimestre – per il quale ha tanto esultato – la crescita dell’Italia è la penultima in Ue al +0,2% e molto al di sotto sotto della media. Anzi, dice che per il 2026 i dati sono “in linea con quelli dell’eurozona”, nonostante tutte le previsioni mostrino un ampio divario con il resto dell’Ue.

Meloni esulta poi per la crescita del Pil pro-capite rispetto al 2022: crescita che c’è stata, ma solo sui valori nominali, non tenendo conto dell’inflazione che infatti porta l’Italia a essere il Paese che ha perso più potere d’acquisto dal 2022. Meloni si vanta di una crescita sempre maggiore rispetto alle stime, ma come sottolinea Pagella Politica non è così e sia nel 2023 che nel 2025 le stime del governo son state poi nettamente ribassate. Ancora, la presidente del Consiglio si vanta della riduzione del rapporto deficit/Pil: calo che c’è stato, ma Meloni dimentica che il 3,1% non permette di uscire dalla procedura d’infrazione, nonostante una Manovra da piena austerità che serviva solo a raggiungere questo obiettivo.

Meloni esulta, ma intanto il debito pubblico esplode

E poi, come al solito, ci sono i dati. Anche gli ultimi, proprio di ieri, mostrano la differenza tra propaganda e realtà. La Banca d’Italia, infatti, ha sottolineato la nuova crescita del debito pubblico italiano: a giugno ha superato i 3200 miliardi di euro, con una crescita di oltre 26 miliardi in un mese che ha portato a toccare la cifra più alta di sempre a quota 3207,2 miliardi. E cresce, inoltre, la quota di debito in mano agli stranieri: dal 35,7% di maggio al 35,9% di giugno. Mentre scende di mezzo punto percentuale, al 16,7%, la quota in mano alla Banca d’Italia e flette al 14,5% quella in mano ai residenti.