Scende la cassa integrazione, ma aumentano le chiusure per crisi aziendali

Scendono le ore di cassa integrazione nel primo semestre dell'anno, ma aumentano le chiusure per le crisi aziendali.

Scende la cassa integrazione, ma aumentano le chiusure per crisi aziendali

La cassa integrazione scende, ma le chiusure per le crisi aziendali aumentano. Nel primo semestre del 2026 l’Inps ha autorizzato oltre 250 milioni di ore di cassa integrazione, con una riduzione del 17,55% rispetto allo stesso periodo del 2025. Oltre 100 milioni di ore riguardano la sola meccanica.

Ma c’è un dato molto preoccupante, che è l’aumento delle domande di Cig straordinaria per la chiusura di aziende (203, con una crescita del 36,24% in un anno). E che va insieme all’aumento del 25,11% della Cig in deroga, concentrata tutta nel settore del commercio. Inoltre, come segnala il Sole 24 Ore riportando l’analisi dell’associazione Lavoro & Welfare presieduta da Cesare Damiano, a giugno si registrano segnali di crescita della richiesta con 50,6 milioni di ore di Cig, in aumento del 44,57% rispetto al mese precedente e di oltre il 10% rispetto a giugno dello scorso anno.

Crisi aziendali, il problema diventa sempre più strutturale

Nel primo semestre la tendenza si va consolidando e vede un aumento delle ore di Cigs sulle ore di cassa integrazione ordinaria, il segno di come “continui a pesare maggiormente sul mondo produttivo la natura strutturale della crisi”. Non sono più crisi di “carattere temporaneo”, legate a singole “difficoltà di mercato” ma qualcosa di più strutturale. Infatti la Cigs anche a giugno, con 27,4 milioni di ore richieste, aumenta di oltre il 60% sul mese precedente e di una percentuale molto simile anche rispetto a giugno del 2025.

A giugno ad aumentare è anche la richiesta per i Fondi di solidarietà con 1,3 milioni di ore: +89,23% rispetto al mese precedente, anche se in calo del 35% rispetto all’anno prima. In generale, nei primi sei mesi di quest’anno la richiesta dei Fondi è comunque cresciuta rispetto al 2025, avvicinandosi alle 7,5 milioni di ore. Per quanto riguarda la Cig, nel primo semestre il settore più colpito è quello meccanico (oltre 100 milioni di ore), seguito da metallurgico (più di 30 milioni) ed edile (oltre 14 milioni). Le Regioni con più ore di Cig sono la Lombardia (49 milioni di ore), il Veneto (31 milioni) e il Piemonte (27 milioni).

L’aspetto preoccupante, come detto, è quello della Cigs: i decreti riguardano 1.471 aziende e le singole unità produttive raggiungono i 2.746 siti. Sono inoltre stati riattivati molti decreti sospesi. Forte l’aumento registrato per i decreti di crisi per cessazione: riguardano 203 imprese (+36%). E crescono anche i decreti di sospensione temporanea della Cigs, a quota 189 (+12,5%).

Con la cassa integrazione il reddito scende di 2.900 euro

Considerando le ore totali di Cig equivalenti a posti di lavoro con lavoratori a zero ore, nel primo semestre si registra un’assenza completa dell’attività produttiva per più di 243mila lavoratori, di cui 123mila in Cigs, 539 in Cigd e oltre 111mila in Cigo. Tra gennaio e giugno di quest’anno il monte salari è diminuito, per i lavoratori in Cig, di oltre 760 milioni di euro. Ogni lavoratore che è stato in Cig a zero ore in questo periodo ha subito una riduzione del reddito di oltre 2.900 euro.