La pace tra Stati Uniti e Iran può attendere. Dopo la fine della tregua, i combattimenti, seppur a bassa intensità, sono ripresi da entrambe le parti, senza che si parli minimamente di una soluzione diplomatica. Come accade ormai da giorni, anche ieri è stata una giornata brutale, con Donald Trump che, sul suo social Truth, ha annunciato di “aver colpito obiettivi iraniani vicino allo Stretto di Hormuz”, aggiungendo che “se l’Iran dovesse reagire a questo attacco più che giustificato, subirebbe una nuova offensiva di ben altra portata e intensità”.
La cosa peggiore è che il presidente degli Stati Uniti ha negato le indiscrezioni di ABC News secondo cui starebbe facendo pressione su Teheran per tornare a trattare: “Non sto cercando di costringere l’Iran a sedersi al tavolo delle trattative, come ha riferito ABC Fake News. Non me ne importa nulla se firmano un accordo che per loro non ha alcun valore”.
Trump colpisce l’Iran, Teheran reagisce: nello Stretto di Hormuz continua l’incubo
Dichiarazioni che hanno trovato conferma sul campo di battaglia, dove lo U.S. Central Command (Centcom) ha dichiarato, secondo quanto riporta Axios, di aver colpito 100 obiettivi iraniani, tra cui anche due petroliere della flotta di Teheran.
Attacchi che, come riporta l’agenzia di stampa Irna, hanno causato “almeno 11 morti nella provincia del Khuzestan”, nel sud-ovest del Paese, “e 4 invitati a un matrimonio rimasti vittime nella città di Kuhestak, nella provincia di Hormozgan”.
Botta e risposta
I raid hanno scatenato la reazione furiosa dei Pasdaran che, per bocca del portavoce Hossein Mohebi, prima hanno promesso “una punizione severa” per gli aggressori e poi hanno effettivamente lanciato missili e droni contro la base aerea giordana di Muwaffaq Salti, che ospita forze statunitensi, e contro le installazioni militari statunitensi in Bahrein e in Iraq.
Ma non è tutto. Contrariamente a quanto sostenuto da Donald Trump, che da giorni afferma che lo Stretto di Hormuz è stato sminato e quindi è liberamente navigabile, i Guardiani della Rivoluzione hanno dato notizia che due petroliere occidentali sarebbero in fiamme dopo aver urtato alcune mine durante il transito nello Stretto di Hormuz, al di fuori della rotta indicata dalle forze di Teheran.
Un episodio che rischia di paralizzare nuovamente la navigazione nell’area, causando l’ennesimo scossone all’economia globale.