Niente, proprio non ci riescono, è più forte di loro. Anche la speranza che il giorno dopo potesse sedimentare e affinare le analisi sulla vittoria dei nazisti di Afd in Sassonia-Anhalt non ha ha dato frutti.
La classe politica italiana, che dalle nostre parti combacia e si sovrappone con buona parte di quella giornalistica, ha passato le ultime ventiquattro ore a schiaffeggiare gli elettori tedeschi, a sputare paura senza soluzioni e a intimare agli italiani di votare “giusto”. Nessuna messa in discussione delle politiche tedesche, europee e nostrane. Niente di tutto questo.
Abbiamo tutti gli elementi per scrivere che la Germania è semplicemente l’avanguardia elettorale di ciò che si respira dalle nostre parti eppure per i nostri sepolcri imbiancati è solo l’ennesima eccezione.
Nessuno che collega i 530 volontari tedeschi racimolati su 300mila lettere per andare alla guerra. Nessuno che spende qualche minuto per mettere in discussione un sistema economico che gonfia le tasche dei ricchi e rende sempre più ricattabili i poveri. Nessuno che imbocca la strada dell’analisi di un’israelizzazione del mondo (oddio, tra poco arriva il ddl antisemitismo, arrestatemi!) che calpesta quotidianamente il diritto internazionale. Nessuno che mette il dito nelle pieghe di un’Unione europea che assomiglia sempre di più alle politiche meloniane.
Nella giornata di ieri abbiamo letto, visto e ascoltato di tutto. Ci siamo sorbiti le solite manfrine sulle persone migranti e la sicurezza, là dove il centrosinistra per anni ha applicato le stesse misure della destra semplicemente con postura più morale. Abbiamo ascoltato Tajani mentre si diceva spaventato dall’Afd che ha le stesse idee di Salvini, suo collega vicepresidente del Consiglio. Abbiamo sentito Salvini esultare per un fenomeno politico che qui gli ha già scippato l’ex generale baby pensionato Roberto Vannacci.
Dall’altra parte qualcuno ha pensato bene di dare colpa agli elettori troppo rozzi che si impauriscono per niente, mentre gli oligarchi stanno scippando allo Stato il potere di sorveglianza e l’uso della forza in tutte le sue declinazioni. Nessuno con il coraggio di dire che di questo sistema iniquo ci sia ben poco da salvare.
E così, come è già accaduto nella storia, saranno gli inetti ad aprire le porte ai fascisti. Senza accorgersene, ancora tutti presi a farci la morale o a pensare alle primarie.