Gaza, l’Onu chiede investigatori: “Possibili crimini di guerra”

Ginevra, 15 set. (askanews) – Le Nazioni Unite chiedono che investigatori internazionali possano accedere a tutta la Striscia di Gaza per raccogliere e preservare le prove di possibili violazioni del diritto internazionale e crimini di guerra. A quasi tre anni dall’inizio della guerra, centinaia di corpi vengono ancora estratti dalle macerie, molti dei quali di donne e bambini. Secondo l’Onu, almeno 8mila corpi restano sepolti e, al ritmo attuale, serviranno almeno altri dieci anni per recuperarli tutti.”Il meticoloso recupero a Gaza di un gran numero di resti umani, soprattutto di bambini e donne, quasi tre anni dopo che le loro case sono state pesantemente bombardate dalle forze israeliane – afferma Thameen Al-Kheetan, portavoce dell’Ufficio Onu per i diritti umani – sottolinea le preoccupazioni sul rispetto del diritto internazionale e sulla possibilità che siano state commesse gravi violazioni, compresi crimini di guerra”. “Gli investigatori internazionali – prosegue – devono poter accedere a tutte le zone di Gaza per contribuire alla raccolta delle prove. Deve essere compiuto ogni sforzo possibile per documentare e identificare le vittime, preservare i dati medico-legali e i campioni biologici, registrare i luoghi di sepoltura e informare le loro famiglie”.”Si stima che almeno 8mila corpi restino sepolti sotto le macerie in tutta la Striscia di Gaza – dice Ajith Sunghay, capo dell’Ufficio Onu per i diritti umani nei Territori palestinesi -. Le squadre della Protezione civile palestinese hanno recuperato più di 800 corpi dall’annuncio del cessate il fuoco nell’ottobre 2025, nonostante la grave carenza di attrezzature, carburante e personale. A questo ritmo, per completare il recupero dei corpi rimasti serviranno almeno altri dieci anni”.