Assegno unico settembre 2026, quando arriva il pagamento: le date da controllare

Assegno Unico settembre 2026: le date ufficiali INPS (21-22), chi riceve dopo, importi aggiornati e le novità su chi ha diritto al beneficio

Assegno unico settembre 2026, quando arriva il pagamento: le date da controllare

Lunedì 21 e martedì 22 settembre 2026: sono queste le due date ufficiali fissate dall’INPS per l’accredito dell’Assegno Unico di settembre e che gli italiani devono segnare di rosso sul proprio calendario. Per la stragrande maggioranza delle famiglie italiane che percepiscono già il beneficio e non hanno presentato nuove istanze, il bonifico arriverà proprio nell’arco di due giorni, ossia tra lunedì e martedì. Ma attenzione: non per tutti il pagamento seguirà questo calendario. Esiste infatti una seconda tranche, prevista per l’ultima settimana del mese, che riguarda tre categorie specifiche di beneficiari. E c’è una novità importante, arrivata proprio il 3 settembre, che allarga la platea di chi ha diritto al sussidio.

Facciamo il punto su date, importi e regole, distinguendo quello che è certo da quello che invece è ancora una stima.

Chi riceve l’accredito il 21-22 settembre

Le date del 21 e 22 settembre non sono state “annunciate” mese per mese, come spesso si legge sui social. Derivano in realtà da un calendario ufficiale e strutturale, pubblicato dall’Istituto con il Messaggio INPS n. 3931 del 24 dicembre 2025. Il documento disciplina proprio le “prestazioni in corso di godimento che non hanno subito variazioni”.

Riceveranno l’assegno in queste due date:

  • le famiglie che percepiscono già l’Assegno Unico da mesi;
  • i nuclei che non hanno presentato una nuova domanda per il 2026;
  • i beneficiari che non hanno avuto variazioni dell’ISEE né del nucleo familiare nell’ultimo periodo.

In sostanza: se la tua situazione è rimasta invariata rispetto ai mesi precedenti, lunedì 21 o martedì 22 settembre vedrai comparire l’accredito sul tuo IBAN.

Chi riceve l’assegno più tardi (e perché)

C’è una coda del calendario che riguarda invece una fascia non trascurabile di beneficiari, i quali dovranno attendere l’ultima settimana di settembre per vedersi accreditato l’importo. La domanda che molti si pongono in questi giorni è: “Perché non ho ancora ricevuto l’assegno unico, anche se mi spetta?”.

La risposta è che l’INPS applica un calendario differenziato per chi ha avuto cambiamenti recenti. Riceveranno il pagamento più tardi tre categorie:

  • Chi ha presentato una nuova domanda per la prima volta (i cosiddetti “nuovi ingressi” nel beneficio);
  • Chi ha avuto una variazione del nucleo familiare (nascita di un figlio, separazione, ingresso di un minore in affido, ecc.);
  • Chi ha avuto un conguaglio, a credito o a debito, legato all’aggiornamento dell’ISEE presentato nel corso del 2026.

Questa seconda tranche viene elaborata dopo la prima perché l’Istituto deve verificare le nuove posizioni. Se rientri in una di queste tre casistiche, non allarmarti: il pagamento è semplicemente slittato di qualche giorno.

Importi Assegno Unico 2026: le cifre aggiornate

Oltre alle date, vale la pena ricordare quanto spetta alle famiglie quest’anno. Per effetto della rivalutazione ISTAT del +1,4%, applicata con la circolare INPS n. 7 del 30 gennaio 2026, gli importi base per figlio minorenne sono i seguenti:

  • Minimo: 58,30 € per chi non presenta l’ISEE o supera la soglia massima;
  • Massimo: 203,80 € per chi rientra nella fascia ISEE più bassa.

Per dare un’idea concreta, a giugno 2026 l’importo medio erogato dall’INPS, comprensivo delle varie maggiorazioni (figli disabili, madri under 21, famiglie numerose), si è attestato intorno ai 175 € a figlio.

Le soglie ISEE 2026

Il meccanismo è progressivo: più è basso l’ISEE, più alto è l’importo percepito. Le soglie di riferimento sono:

  • Sotto i 17.468,51 € di ISEE si ottiene l’importo massimo;
  • Sopra i 46.582,71 € (o in assenza di ISEE) si riceve solo il minimo.

La novità di settembre: l’allargamento della platea

C’è un pezzo di attualità che quasi nessun giornale ha ancora ripreso con la dovuta attenzione, ed è probabilmente la notizia più rilevante del mese. Con la circolare INPS n. 81 del 24 luglio 2026, recepita operativamente con un comunicato pubblicato il 3 settembre 2026, l’Istituto ha dato applicazione al D.L. 19/2026 (convertito nella Legge 50/2026), allargando in modo significativo la platea dei beneficiari.

Due sono le novità di peso:

  1. Figli residenti in un altro Stato UE: ora possono rientrare nell’Assegno Unico anche i figli fiscalmente a carico che vivono in un Paese dell’Unione Europea diverso dall’Italia. Un cambiamento che riguarda numerose famiglie transfrontaliere e lavoratori migranti.
  2. Lavoratori europei non residenti in Italia: chi lavora nel nostro Paese ma ha la residenza altrove nell’UE ha diritto all’assegno in proporzione al periodo di lavoro effettivamente svolto in Italia.

Anticipazioni 2027: la stima della rivalutazione (non ufficiale)

Chiudiamo con uno sguardo al prossimo anno, anche se con la dovuta cautela. Circolano già le prime stime sulla rivalutazione ISTAT per il 2027: si parla di un +2,9%, contro l’+1,4% del 2026 e il +0,8% del 2025.

È bene ribadire che si tratta di un’indiscrezione non ancora ufficializzata e non di un dato certo perché per quello bisognerà attendere l’adeguamento effettivo che dipenderà dal decreto del Ministero dell’Economia e delle Finanze, che viene pubblicato solitamente a ridosso della fine dell’anno. Non basate, dunque, le vostre pianificazioni familiari su questa cifra finché non ci sarà il via libera del MEF e la successiva circolare INPS.

Come controllare lo stato del pagamento

Se hai dubbi sull’accredito, non serve chiamare il contact center: puoi verificare tutto online in pochi secondi.

  1. Accedi al portale INPS con le tue credenziali SPID, CIE o CNS;
  2. Entra nella sezione MyINPS e apri il Fascicolo Previdenziale;
  3. Cerca la voce relativa all’Assegno Unico per visualizzare lo stato della pratica e la data di accredito prevista;
  4. Se hai attivato il Centro Notifiche, puoi ricevere un alert via SMS o email non appena il bonifico viene emesso.

Il consiglio pratico, soprattutto per chi rientra nelle categorie della seconda tranche, è controllare il Fascicolo Previdenziale verso la fine del mese di settembre: è lì che troverai la data esatta del tuo accredito personale, molto più affidabile di qualsiasi indiscrezione sui social.