Sondaggi politici, il centrodestra crolla di 4 punti ma anche il campo largo si spacca. Ecco la rilevazione di Only Numbers di oggi 18 settembre

Il sondaggio Only Numbers per Porta a Porta: centrodestra giù di 4 punti, Vannacci al 7,4%. Ma anche il campo largo è diviso su Renzi

Sondaggi politici, il centrodestra crolla di 4 punti ma anche il campo largo si spacca. Ecco la rilevazione di Only Numbers di oggi 18 settembre

I sondaggi politici di oggi 18 settembre 2026 restituiscono un quadro di forte instabilità che attraversa trasversalmente l’intero arco parlamentare. Secondo l’ultima rilevazione di Only Numbers, realizzata per Porta a Porta, il dato più rilevante non è il singolo calo di un partito, ma il crollo aggregato del centrodestra, che perde ben 4 punti percentuali in circa tre mesi.

Tuttavia, il vero racconto di questa rilevazione va oltre la semplice flessione della coalizione di governo perché porta alla luce una coalizione profondamente divisa sulla gestione del fenomeno Vannacci. Ma non è tutto. In questo scenario e in modo inatteso, il campo largo non riesce ad approfittarne. Anzi, le opposizioni mostrano crepe strutturali, dovute soprattutto alla presenza di Italia Viva nella coalizione e sulle primarie che sono diventate argomento di dibattito all’interno del centrosinistra.

Centrodestra in tilt: persi 4 punti percentuali in circa tre mesi

Come dicevamo prima, il calo del centrodestra è netto e generalizzato. Tanto per capirci è uno dei dati più severi dell’inizio della legislatura per l’attuale maggioranza. La coalizione, infatti, oggi si ferma al 41,7%, segnando una flessione di 4 punti in un trimestre. A trainare il ribasso è Fratelli d’Italia di Giorgia Meloni, che scende al 26,3% (-2,1% dall’inizio dell’estate). Anche gli alleati perdono terreno: Forza Italia di Antonio Tajani arretra allo 7,5% (-0,8%) e la Lega di Matteo Salvini addirittura al 6,3% (-1,1%), mentre Noi Moderati di Maurizio Lupi si conferma stabile all’1%.

Il vero terremoto, però, è la ridistribuzione dei voti interna al centrodestra. Futuro Nazionale di Roberto Vannacci registra un boom inarrestabile, tanto che oggi tocca il 7,4% (+2,9%). Un risultato che ormai gli permette di superare stabilmente la Lega e di puntare direttamente Forza Italia, con il preciso intento di diventare la seconda forza all’interno del centrodestra italiano.

Ma è sull’eventuale alleanza tra l’attuale maggioranza, di cui Vannacci non fa parte, e Futuro Nazionale che si gioca la partita più critica delle prossime elezioni. L’elettorato di maggioranza del centrodestra è letteralmente spaccato a metà: il 40,5% degli elettori accoglierebbe un’alleanza con Vannacci (con il picco del 41,8% tra gli elettori leghisti), mentre il 41,3% la rifiuta nettamente. È qui che la frattura diventa insanabile: tra gli elettori di Forza Italia, ben il 58,8% respinge qualsiasi apertura a Futuro Nazionale. Questo dato rende i Vannacci sondaggi non solo una questione di consensi, ma un vero e proprio test di tenuta per la sopravvivenza della coalizione.

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Il campo largo non sfonda

Se si guarda all’opposizione, il campo largo sondaggi registra un totale del 43,2%, mantenendo un leggero vantaggio sul centrodestra. Tuttavia, anche qui l’unità è più apparente che reale. Il Partito Democratico di Elly Schlein cala leggermente al 20,7% (-1,5%), mentre il Movimento 5 Stelle di Giuseppe Conte cresce allo 11,9% (+0,5%). Alleanza Verde e Sinistra (AVS) si ferma al 6,5% (-0,2%), ma con un dato simbolico di rilievo: ha ormai superato la Lega. Completano il quadro Italia Viva di Matteo Renzi al 2,1% (-0,3%), +Europa al 2% (+0,8%) e Azione, che corre fuori sia dal centrosinistra e sia dal centrodestra, al 3,3%.

La vera insidia per il centrosinistra, però, risiede nella stessa dinamica speculare che affligge i rivali. Sulla composizione dell’alleanza, il 51,8% degli elettori del campo largo vuole Italia Viva nella coalizione, ma un consistente 31,4% è fermamente contrario. Dietro questa percentuale si nasconde un dato esplosivo: tra gli elettori del Movimento 5 Stelle, ben il 53,7% respinge la presenza di Renzi nell’alleanza. Una “Vannacci-story” al contrario, che dimostra come la gestione degli equilibri pre-elettorali sia un campo minato per entrambi gli schieramenti.

Il paradosso delle primarie: Conte al 38,8%, Schlein al 24,7%

Un sotto-capitolo fondamentale di questa rilevazione riguarda le dinamiche di leadership del campo largo. Il sondaggio, infatti, smentisce altre recenti rilevazioni che davano la segretaria del Pd in vantaggio, seppur di misura, sul leader M5S in un ipotetico testa a testa.

Nelle intenzioni di voto per le primarie del campo largo, Giuseppe Conte si impone con un solido 38,8%. Un consenso trasversale, alimentato dal 20% degli elettori Pd e da un impressionante 35% degli elettori AVS. Schlein dal canto suo si ferma al 24,7%, raccogliendo il 34,9% del voto Pd, il 30% di AVS e solo il 7,5% del voto M5S. A sorpresa, Silvia Salis si piazza terza con il 19,6% (trainata dal 28,4% del Pd e dal 32% di Italia Viva). Nel sondaggio vengono valutati anche possibili candidati alternativi che, però, non sembrano avere le carte in tavola per poter partecipare alla contesa. Infatti, Matteo Renzi si ferma al 5,1%, Angelo Bonelli al 2,4% e Giovanni Fratoianni allo 0,4%.

Conclusioni: due coalizioni, due faglie interne

L’analisi dei dati Only Numbers per Porta a Porta del 18 settembre 2026 lascia un messaggio chiaro: il vantaggio numerico del campo largo (43,2% contro 41,7%) è reso fragile dalle medesime dinamiche che tormentano il centrodestra. La crescita di Vannacci non è solo un problema di sottrazione di voti alla Lega, ma un fattore di disgregazione interna, specialmente per Forza Italia. Allo stesso modo, l’ombra di Renzi e l’ascesa di Conte nelle primarie minano la compattezza del centrosinistra. In questa fase, la battaglia non si gioca solo tra schieramenti opposti, ma soprattutto all’interno delle rispettive coalizioni.

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