Avranno tempo fino alle 14 di domenica gli iscritti del Movimento 5 Stelle per votare i venti punti dell'”Alleanza per la Costituzione“, il documento programmatico elaborato al termine del percorso partecipato “Nova 2026“, che si chiuderà domenica a Milano con la kermesse conclusiva (World Join Center viale Papa 30).
Movimento 5 Stelle: il quesito
Il quesito sottoposto alla base è secco: “Sei d’accordo che il presidente Giuseppe Conte sottoponga agli alleati della coalizione progressista le seguenti proposte per migliorare concretamente la vita delle italiane e degli italiani?”. Non un dibattito sulle singole misure, ma un mandato unico e compatto da consegnare al leader per il tavolo con gli alleati del campo largo.
Il documento, spiega Conte in una nota pubblicata sul sito del Movimento, è “il risultato di un lungo e prezioso lavoro svolto dal Consiglio nazionale” e sintetizza i contributi di “oltre 17mila cittadini coinvolti negli eventi sul territorio, iscritti e non iscritti al Movimento 5 Stelle”, oltre all’esito del confronto deliberativo online. Ai più giovani viene riservato un capitolo a parte: un “patto generazionale” in dodici punti, elaborato dal Network giovani del Movimento.
Al centro la Sanità
Sui contenuti, la Sanità occupa il primo posto in classifica, seguita da lavoro, pensioni, disabilità, fisco, agricoltura, PMI, legalità nella pubblica amministrazione, bollette ed energia pulita, piano casa pubblico, scuola pubblica, lotta all’inquinamento e al consumo di suolo, informazione libera, contrasto alle mafie e sicurezza nei quartieri.
No al riarmo e all’innalzamento della spesa al 5% per gli armamenti
Ma è il capitolo di politica estera, il punto 17, a promettere il confronto più acceso con gli alleati di coalizione. Il documento fissa alcuni paletti netti: primato del diritto internazionale e del multilateralismo, recupero dello “spirito di Helsinki”, no al piano Ue di riarmo pur in un quadro di “difesa comune”, e soprattutto il rifiuto dell’innalzamento della spesa per la difesa al 5% del Pil in sede Nato, sostituito dalla richiesta di “piani condivisi di disarmo“.
Sul fronte mediorientale, il testo chiede il riconoscimento dello Stato palestinese e la fine del rapporto privilegiato tra Unione europea e Israele. E sul dossier più divisivo, quello ucraino, la posizione è netta: “Continuare a inviare armi a Kiev è allontanare la pace“. Una linea che il Movimento porta al tavolo della coalizione ben sapendo di scontrarsi con le sensibilità più atlantiste degli alleati.
Il punto 18 tocca l’immigrazione, con lo stop esplicito al “modello Albania” per la gestione dei migranti; il 19 rilancia sui temi della democrazia partecipativa; il 20, infine, raccoglie il capitolo dei diritti: diritti digitali per tutti i cittadini, le rivendicazioni delle comunità LGBTQ e la richiesta di approvare finalmente una legge sul fine vita.
E Gubitosa lancia la due giorni milanese
A illustrare i contenuti più operativi del programma è il vicepresidente M5S Michele Gubitosa: “Ci saranno ospiti nazionali e internazionali, tutti di altissimo livello”, annuncia parlando al Corriere della Sera della due giorni milanese, definita “l’atto conclusivo di un lungo percorso di grande partecipazione dal basso, i cui veri protagonisti sono stati i cittadini”.
Gubitosa promette “tante proposte sui temi a noi più cari: sanità, lavoro, giustizia, giovani, energia, ambiente”, con un’attenzione particolare rivolta ai lavoratori autonomi e ai piccoli artigiani, che dovrebbero vedersi riconosciuti diritti oggi negati come malattia e maternità “senza rischiare di precipitare nell’incertezza economica”.
Confermata anche la linea dura sulla coalizione: “Dobbiamo metterci nella prospettiva in cui nessuno abbia la possibilità di esercitare un potere di ricatto”, dice riferendosi ai renziani, aggiungendo che “sulle primarie decideranno i leader, ma di certo non possiamo accettare criteri egemonici per la scelta del candidato premier”.
Proprio nel giorno dell’apertura delle votazioni, arriva però un attacco che pesa più di altri: quello di Beppe Grillo, che ha paragonato Conte al reverendo Jim Jones, il predicatore statunitense guida della setta del Tempio del Popolo, tristemente noto per il suicidio collettivo di massa a Jonestown. Un paragone durissimo, a cui Gubitosa replica con un misto di amarezza e distacco: “Beppe Grillo è stato importante per il M5S. Per questo dispiace, oggi, vederlo dimenarsi contro Conte per un po’ di visibilità”.
Sul palco da Albanese a Rifkin
Sul palco della kermesse milanese, che si preannuncia affollata di nomi di primo piano del panorama internazionale, sono attesi tra gli altri Francesca Albanese, relatrice speciale delle Nazioni Unite sui territori palestinesi occupati, il geologo del Cnr Mario Tozzi, la divulgatrice scientifica Barbara Gallavotti, l’economista e sociologo Jeremy Rifkin, il giornalista Riccardo Iacona, lo storico dell’arte Tomaso Montanari e l’economista Jeffrey Sachs.
Una lista di ospiti che testimonia l’ambizione del Movimento di presentare Nova non solo come momento di sintesi politica interna, ma come vetrina culturale e internazionale in vista della prova elettorale che attende la coalizione progressista.