Vannacci gela la maggioranza sulla legge elettorale: “Non la voteremo, è fatta per contrastare me”. e presenta il suo emendamento

Il generale contro il sistema delle preferenze giudicato "farlocco" ha già presentato il suo emendamento contro i capilista bloccati

Vannacci gela la maggioranza sulla legge elettorale: “Non la voteremo, è fatta per contrastare me”. e presenta il suo emendamento

Nove voti che sulla carta non spostano nulla, ma che nell’aula della Camera possono diventare un’insidia concreta per il governo. Roberto Vannacci, leader di Futuro Nazionale, ha annunciato ieri che il suo gruppo non voterà la riforma della legge elettorale attualmente all’esame di Montecitorio: “Non ci piace e non la voteremo. Sembra fatta per contrastare me e non per fare un servizio ai cittadini”, ha detto.

Il generale contro il sistema delle preferenze “farlocco”

Il generale ha puntato il dito contro il meccanismo delle preferenze introdotto dalla maggioranza nel passaggio al Senato, definendolo “farlocco” e incapace di restituire potere di scelta ai cittadini: citando un sondaggio di YouTrend, ha sottolineato che “il 95% dei rappresentanti verranno nominati dalle segreterie e solo il 5% dai cittadini”. E ha lasciato aperta solo una porta stretta: “Poi vedremo le evoluzioni se sarà approvata”.

Intanto Futuro Nazionale ha già presentato un emendamento in commissione Affari Costituzionali che punta a smontare il sistema dei capilista bloccati abbinati a tre preferenze varato dalla maggioranza. La proposta prevede che sulla scheda, accanto al simbolo di lista, compaia un elenco di sette candidati nel collegio plurinominale tra cui l’elettore potrà scegliere fino a tre preferenze, da esprimere non più con le crocette ma scrivendo cognome o nome e cognome su tre righe. Nessuna alternanza di genere è prevista dal testo vannacciano.

E intanto i deputati di FN diventano nove, grazie a Calderone

Il numero dei deputati di Futuro Nazionale, intanto, è salito a quota nove proprio ieri, con l’ingresso di Tommaso Calderone, in arrivo da Forza Italia.  Numeri che, formalmente, restano ininfluenti, ma il voto segreto alla Camera spaventa la maggioranza, già scottata a luglio scorso.

A complicare ulteriormente il quadro del partito guidato da Vannacci, proprio ieri è arrivata una notizia giudiziaria destinata a far discutere: la magistratura milanese ha disposto l’arresto di Luca Carleo, ex dirigente di Futuro Nazionale, nell’ambito dell’inchiesta Ops su presunte frodi sul mercato finanziario da 30 milioni di euro.

Insieme a lui, in carcere anche Ciro Di Meglio, ex amministratore delegato di società del gruppo di telecomunicazioni. Carleo era stato nominato da Vannacci responsabile vicario di Futuro Nazionale per la Lombardia, con delega sulla città di Milano, salvo poi dimettersi poco prima delle perquisizioni e dei sequestri disposti a luglio scorso. Un contraccolpo che arriva nello stesso giorno in cui il partito prova a mostrare i muscoli in Parlamento, e che rischia di far ombra sulla crescita politica rivendicata da Vannacci.