L’Iban come bersaglio delle sanzioni americane: prima Autistici/Inventati, poi DiEM25 di Varoufakis e in mezzo Albanese senza carta

Dopo Autistici/Inventati tocca a DiEM25: un conto chiuso ferma un movimento, e il governo sovranista lascia decidere a Washington

L’Iban come bersaglio delle sanzioni americane: prima Autistici/Inventati, poi DiEM25 di Varoufakis e in mezzo Albanese senza carta

Banca Etica, la banca che nel settembre 2025 scriveva ai capigruppo di Camera e Senato perché qualcuno difendesse Francesca Albanese dalle sanzioni americane, è la stessa che il 1° settembre è stata costretta a sospendere il conto di Autistici/Inventati, il collettivo che dal 2001 offriva gratis posta cifrata e siti ad attivisti, e poi ha receduto dal contratto. Lo ha fatto perché il 26 agosto il Dipartimento di Stato americano aveva iscritto il collettivo fra i terroristi globali, e ogni operazione su quel conto avrebbe esposto l’istituto alle sanzioni secondarie, cioè al blocco dei dollari e dei pagamenti internazionali. Il 6 settembre il collettivo ha annunciato la chiusura. Venticinque anni spenti da un elenco.

Martedì è toccato a DiEM25, il movimento fondato nel 2016 dall’ex ministro delle Finanze greco Yanis Varoufakis, raccontare lo stesso guaio: l’8 ottobre una banca in Belgio ha chiuso il conto dove arrivavano le piccole donazioni mensili degli iscritti, ha rifiutato di spiegare il perché e ha negato la proroga. Stavolta le liste non c’entrano. Secondo la ricostruzione di InsideOver il movimento è fuori da qualsiasi sanzione e la banca si è appellata soltanto alla clausola che le permette di chiudere con tre mesi di preavviso. Con due dipendenti in Belgio, DiEM25 rischia di saltare stipendi, contributi e affitto.

La lista e lo sportello

Albanese il meccanismo lo conosce da sedici mesi. Il segretario di Stato Marco Rubio l’ha sanzionata il 9 luglio 2025, il conto americano è stato chiuso e nessuna banca italiana ha potuto aprirgliene un altro, Banca Etica compresa, perché quando un nome entra nella lista del Tesoro l’apertura si blocca da sola. Ai giudici della Corte penale internazionale è andata allo stesso modo: alla canadese Kimberly Prost hanno congelato il conto alla Hsbc di Manhattan e cancellato perfino le carte di credito emesse in Olanda e in Canada.

E l’Unione europea usa lo stesso interruttore. Dal 20 maggio 2025 il giornalista tedesco Hüseyin Doğru, fondatore di red.media, è nel diciassettesimo pacchetto di sanzioni contro la Russia con l’accusa di manipolare l’informazione: nessun processo, conti congelati, poi quelli della moglie, poi quelli della madre.

Sovranisti col conto degli altri

In Italia il Testo unico bancario, all’articolo 126-septies, consente alla banca di recedere da un contratto di pagamento a tempo indeterminato con due mesi di preavviso, se il contratto lo prevede. L’unico paracadute è il conto di base dell’articolo 126-noviesdecies, garantito ai consumatori che soggiornano legalmente nell’Ue, ed è l’unico caso in cui la banca deve scrivere i motivi della chiusura. Per un movimento politico il conto di base manca: c’è il contratto, con le sue clausole.

A Washington il 7 agosto 2025 Donald Trump ha firmato un ordine esecutivo contro il debanking per convinzioni politiche o religiose, che protegge gli americani. Per gli altri c’è la lista. A Roma il governo che si dice sovranista ha lasciato fare: il ministro degli Esteri Antonio Tajani (Fi) spiegava a luglio 2025 che Albanese era stata colpita per il ruolo all’Onu e non in quanto cittadina italiana, e a febbraio ha detto «inevitabile» chiederne le dimissioni.

Le opposizioni hanno depositato una mozione del M5s alla Camera contro gli effetti extraterritoriali delle sanzioni e interrogazioni di Pd e Avs sul caso Autistici/Inventati, che il governo ha semplicemente ignorato. Dalla maggioranza è arrivata l’interrogazione al ministro dell’Interno sui legami fra il collettivo e un tecnico del gruppo digitale del Pd.

Banca Etica aveva chiesto alla politica di muoversi, e la maggioranza si è mossa per sapere chi frequentava i sanzionati, lasciando che sia un ufficio del Tesoro americano a decidere quale associazione italiana può tenere un conto corrente, e che domani tocchi a chiunque abbia un Iban e un’idea sgradita.