La Sveglia

Stop ai rapporti coi coloni israeliani: l’urgenza sbatte sul muro di Gaza

Il voto sullo stop dei rapporti con i coloni israeliani non è urgente, ma Meloni intanto assicura che chiederà gesti concreti a Tel Aviv.

Centoquarantanove voti contrari sono bastati alla maggioranza, martedì 3 novembre, per respingere alla Camera l’urgenza della legge che vieterebbe di importare e pubblicizzare in Italia beni e servizi delle colonie israeliane nei territori palestinesi occupati, una proposta che le opposizioni chiedevano di discutere subito e che si è fermata a 109 voti. Due giorni dopo la presidente del Consiglio Giorgia Meloni (FdI) ha risposto per lettera al presidente della Puglia Antonio Decaro (Pd), che le aveva trasmesso una mozione approvata all’unanimità dal Consiglio regionale sugli aiuti alla Striscia, dove si chiedeva al governo di “far rimuovere gli ostacoli alla distribuzione di viveri, acqua potabile, medicinali”. Con i partner europei, scrive, continuerà a chiedere al governo israeliano “gesti concreti”. E aggiunge che “occorre fermare l’espansione degli insediamenti”.

Lo stesso giovedì, a Bir 19, nell’area di al-Mawasi a ovest di Khan Yunis, colpi d’arma da fuoco israeliani hanno ucciso Noura al-Eid. Aveva 54 anni. Secondo il sito Drop Site stava tornando alla sua tenda dopo aver salutato la figlia. All’AFP l’esercito israeliano ha risposto che sta verificando la notizia di una donna uccisa vicino a Khan Yunis. Ad al-Bureij, nel centro della Striscia, il fuoco israeliano ha ucciso un ragazzo di dodici anni. Il ministero della Salute di Gaza conta oltre 1.600 morti dall’inizio della tregua, dentro quello che la Commissione d’inchiesta delle Nazioni Unite nel settembre 2025 ha definito genocidio.

Il gesto concreto più vicino stava nel calendario di Montecitorio, e la maggioranza della presidente ha votato perché aspettasse, mentre nella lettera a Decaro il verbo è al futuro, “continuerò a chiedere”, e chi chiede guida la stessa maggioranza che martedì poteva decidere.