Nel silenzio dell’Occidente, i coloni israeliani continuano a mettere a ferro e fuoco la Cisgiordania. L’ultimo episodio risale alle prime ore di oggi, quando alcuni estremisti hanno appiccato il fuoco a una moschea, a un ulivo e a un’autovettura nel villaggio di Mikhmas, a est di Ramallah. A riferire l’accaduto ai media palestinesi sono stati diversi testimoni.
Secondo quanto riportato da Haaretz, l’incendio doloso si è verificato poche ore dopo che il consiglio del villaggio ha annunciato l’intenzione di avviare un’azione civile negli Stati Uniti per conto di cittadini americani residenti a Mikhmas, vittime di attacchi da parte dei coloni.
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L’organizzazione israeliana antirazzista Tag Meir ha condannato l’attacco, dichiarando: “Centinaia di terroristi ebrei aggrediscono palestinesi innocenti a ogni ora del giorno e della notte e il mondo va avanti come se nulla fosse. Le immagini inquietanti della scorsa notte, che mostrano l’incendio doloso di una moschea e di alcune auto a Mikhmas, vicino a Ramallah, testimoniano l’assenza di legalità e il fallimento criminale delle forze dell’ordine nel contrastare il terrorismo razzista. Gli attacchi ai luoghi di culto rappresentano una linea rossa che rischia di infiammare la regione”. L’organizzazione ha chiesto alle autorità di sicurezza di “svegliarsi, fermare il dilagante terrorismo ebraico e assicurare immediatamente i responsabili alla giustizia”.