Mattarella ha criticato, con una lettera ai presidenti di Camera e Senato, l’istituzione da parte del governo dell’ennesima “giornata nazionale di…”. Non me l’aspettavo da Mattarella, sempre così “timido”.
Alvaro Lotti
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Gentile lettore, è da iniziative di governo come queste che si valuta il livello culturale, bassissimo, dell’esecutivo e della classe politica che lo sostiene. Il governo capeggiato da Meloni ha istituito “giornate nazionali” dedicate ai temi più inutili, dal riciclo della carta (sic!) alla giornata della meraviglia (sic!). In totale, delle 51 “giornate” esistenti, 20 sono state create dal governo Meloni. Nelle leggi istitutive è scritto che è compito di scuole e università celebrare le “giornate” con apposite attività didattiche. Quindi le scuole dovrebbero passare quasi due mesi d’ogni anno accademico a spiegare e incensare tali fesserie. Perfino il prudentissimo Mattarella, dopo aver precisato che non aveva negato la firma all’ultima iniziativa perché tale potere gli è concesso solo se sussistono chiari profili di anticostituzionalità, ha lanciato una filippica contro la proliferazione di questi orridi orpelli. In effetti, sono cose inutili, enfatiche e retoriche, che si facevano ai tempi di Mussolini e forse si fanno ancora in Corea del Nord. La valutazione che si ricava da questa mania delle “giornate” è penosa: può nascere solo da gente priva di cultura, di capacità critica, di qualunque levatura di pensiero. È un governo che striscia nel rasoterra della Storia in un momento storico di grande drammaticità, che richiederebbe ben altre qualità di interpretazione e intelligenza.
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