Va bene la protesta, sono d’accordo sulle ragioni, però tutta quella violenza, l’assalto ai negozi ecc. è ingiustificabile.
Rosanna Piunti
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Gentile lettrice, non cada nella trappola. Nelle proteste dei giorni scorsi i delinquenti, i maranza, i vandali hanno rappresentato una percentuale infima: qualunque fenomeno di massa attrae componenti spurie che nulla hanno a che vedere con le sue motivazioni. La grandissima maggioranza delle persone scese in strada era composta da chi ha vere motivazioni sociali e politiche. Vuole conoscere le cifre dei disordini? L’accontento subito coi numeri di Milano, la città più “squassata”. Alla data del 20 ottobre: “11mila manifestanti, 28 arresti” (Repubblica). “Milano, 50 arresti, la maggior parte minorenni” (RaiNews). “Cortei, bilancio di 28 arresti e 43 denunce” (Italpress). “Guerriglia a Milano, ieri 16 arresti, 5 minorenni tra i fermati” (Fatto Quotidiano). Ecc. Le cifre si discostano un po’ le une dalle altre, ma sono concordi nell’indicare poche decine di fermi a fronte di più di 10 mila manifestanti. Parliamo di qualcosa intorno allo 0,5%, ovvero una frazione così piccola che non si trova neppure tra i santi: un Giuda su 12 apostoli è pari all’8,3%. Il dibattito nazionale in corso è una farsa immonda (è “L’immagine distorta delle piazze” per citare La Notizia del 20 ottobre), allestito per deviare l’attenzione dai fallimenti del governo. Un posto a sé hanno le frasi del ministro della Difesa, secondo cui “I fatti di Milano sono frutto della guerra ibrida” (Ansa). Ecco, Putin su TikTok dirige i ragazzi milanesi al vandalismo. L’idea ha credibilità pari a zero.