Caso Mediaset, la Cedu dà ragione ai giudici italiani: “Il processo a Berlusconi fu equo”

La Corte europea dei diritti dell’uomo si pronuncia sul ricorso relativo al processo Mediaset e alle contestazioni sull’imparzialità dei giudici

Caso Mediaset, la Cedu dà ragione ai giudici italiani: “Il processo a Berlusconi fu equo”

La Corte europea dei diritti dell’uomo ha stabilito che il processo per frode fiscale relativo ai diritti televisivi Mediaset è stato equo. La decisione arriva a distanza di anni dal ricorso presentato da Silvio Berlusconi contro l’Italia alla Corte di Strasburgo, il 28 dicembre 2013. Dopo la sua morte, avvenuta il 12 giugno 2023 all’età di 86 anni, gli eredi hanno deciso di proseguire la causa.

Nella sentenza pubblicata questa mattina, la Cedu ha esaminato approfonditamente la questione relativa all’imparzialità del collegio giudicante della Corte di Cassazione, concludendo che il ricorso alla Corte di Strasburgo è “manifestamente infondato”.

Caso Mediaset, la Cedu dà ragione ai giudici italiani: “Il processo a Berlusconi fu equo”

Nel pronunciarsi sul caso, i giudici europei hanno esaminato sia l’imparzialità del collegio giudicante che ha confermato la condanna del ricorrente per concorso in frode fiscale, sia le dichiarazioni rilasciate dal presidente del collegio, Antonio Esposito. Su entrambi i punti, la Cedu ha stabilito che non vi è stata violazione del diritto a un equo processo.

Per quanto riguarda gli altri motivi di ricorso sollevati dall’ex premier, tra cui l’impossibilità di partecipare ad alcune udienze, la Corte non ha ravvisato violazioni e ha quindi dichiarato il resto del ricorso “manifestamente infondato”.

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