Case di comunità: l’obiettivo del Pnrr centrato contando le porte aperte. Ma il problema resta quello che c’è dentro

Al 13 giugno ReGiS: chiusi 494 progetti di Case di comunità su 1.436, il governo ne vanta 1.150 attive. Per la Cgil mancano 36mila

Case di comunità: l’obiettivo del Pnrr centrato contando le porte aperte. Ma il problema resta quello che c’è dentro

Al Senato, il 2 luglio, il ministro della Salute Orazio Schillaci ha annunciato oltre 1.150 Case di comunità già operative, ben sopra le 1.038 promesse all’Europa con un target abbassato nel 2023 da 1.350, e da quel giorno il governo racconta la sanità territoriale del Pnrr, il Piano nazionale di ripresa e resilienza, come un traguardo tagliato. A fine luglio Schillaci lo ha rivendicato anche alla Camera.

Ieri la Cgil ha messo in fila i numeri di ReGiS, la piattaforma di monitoraggio del ministero dell’Economia, aggiornati al 13 giugno, diciassette giorni prima della scadenza: dei 1.436 progetti per le Case ne risultavano completati 494, il 34,4%, e dei 437 Ospedali di comunità appena 108.

Le due cifre stanno insieme perché ovviamente contano cose diverse. Il target europeo misura le strutture che le Regioni comunicano come operative con i servizi minimi, comprese le vecchie Case della salute riconvertite, mentre ReGiS misura i progetti chiusi. E sei mesi prima del traguardo il monitoraggio di Agenas, l’Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali, trovava complete di servizi, medici e infermieri 66 Case su 1.715 programmate, il 3,9%. Il traguardo europeo chiedeva porte aperte e il governo le ha consegnate.

Che sarebbe andata così il ministro per gli Affari europei e il Pnrr Tommaso Foti (FdI) lo aveva messo in conto al Senato il 30 settembre 2025, quando assicurava che le Regioni avrebbero raggiunto i target indipendentemente dalle spese rendicontate fino a quel momento. Promessa mantenuta, almeno questa: a metà giugno la Missione salute aveva pagato 8,9 miliardi su 20,2, il 44,2%, e per le Case la quota si fermava al 44,1%. Per gli Ospedali di comunità era al 40,2%.

Case di Comunità, il Mezzogiorno resta in cantiere

Regione per regione il conto si fa più crudo. In Calabria nessuno dei 75 progetti per le Case risultava completato, e lo stesso valeva per i 19 della Basilicata e i 13 del Molise, mentre la Puglia si fermava a 11 su 121 e la provincia autonoma di Trento li aveva chiusi tutti e 11. In Sardegna, dove i progetti erano 50, quelli chiusi si fermavano a 3, mentre la Sicilia arrivava al 43,8%. Nel Mezzogiorno continentale nessuna regione arrivava alla media nazionale. E proprio lì gli Ospedali di comunità restavano più indietro, con la Calabria a zero su 23 e la Campania a 4 su 47.

Chi ci lavorerà dentro

Resta la domanda che il governo continua a scavalcare. Per rispettare gli standard del decreto ministeriale 77 del 2022 servono, secondo la stima della Cgil, 36.149 persone medici esclusi, cioè 19.729 infermieri, 14.110 operatori sociosanitari, 1.436 assistenti sociali e 874 altre figure. Quanto ai medici di famiglia, l’intesa del 26 giugno li impegna nelle Case per un massimo di 6 ore a settimana, dentro strutture che negli hub dovrebbero garantire un medico 24 ore su 24, 7 giorni su 7, mentre il ministro per tutta l’estate ha respinto l’accusa di «scatole vuote». Per smentirla gli servirebbe un organico che ancora manca.

E i soldi? La legge di bilancio 2026 ha messo 450 milioni l’anno per assumere circa 1.000 dirigenti sanitari e oltre 6.000 professionisti, infermieri soprattutto, in tutto il Servizio sanitario nazionale, circa un quinto di quanto la Cgil stima necessario per le sole Case e i soli Ospedali di comunità. La linea del Piano destinata a formare il personale, 1,5 miliardi, a giugno aveva pagato l’8,1%. I soldi sono andati ai muri e le persone sono state rinviate. Per il 2027, a legislazione vigente, il Fondo sanitario crescerebbe di 1,004 miliardi secondo i conti delle Regioni, che ne chiedono 6,8.

Al Senato il ministro ha contato le porte aperte. Se la legge di bilancio attesa nei prossimi giorni lascerà le assunzioni dove sono, dietro quelle porte resterà il vuoto che lui stesso continua a negare.