Fedez: quattro fan lo denunciano: “Picchiati per un selfie”. La replica: “Reagito a un’aggressione”. L’episodio fuori dallo stesso locale del caso Iovino

Il rapper e i suoi bodyguard avrebbero aggredito quattro giovani. I legali del cantante: “Ha solo reagito a ragazzi alterati”

Fedez: quattro fan lo denunciano: “Picchiati per un selfie”. La replica: “Reagito a un’aggressione”. L’episodio fuori dallo stesso locale del caso Iovino

Un selfie, una frase, poi le botte. È la versione di quattro ragazzi padovani tra i 19 e i 21 anni, che hanno denunciato alla procura di Milano Federico Leonardo Lucia, in arte Fedez, e quattro sue guardie del corpo. L’ipotesi è lesioni.

Il teatro è largo La Foppa, all’esterno della discoteca The Club, nella notte tra il 15 e il 16 ottobre. Quella sera il rapper festeggiava i suoi 37 anni. I ragazzi erano lì per salutare un amico in partenza per l’Australia.

Dodici pagine di querela

La ricostruzione dei fatti (con la versione dei ragazzi) è contenuta nelle 12 pagine della querela, depositata lunedì. Secondo la ricostruzione, due fratelli, di 19 e 21 anni, si sono avvicinati al cantante per una foto, mentre un amico riprendeva la scena con il cellulare. Lo fanno, scrivono i legali, “in un misto di stupore ed esaltazione, perché l’incontro e le foto con la celebrità sembravano essere la conclusione migliore di una bella serata”.

Fedez però si sarebbe infastidito e avrebbe detto: “Dai che altrimenti va a finire male”. A quel punto, i ragazzi si sarebbero allontanati, ma, secondo la denuncia, “la situazione degenerava in modo repentino”. Le guardie del corpo del rapper sarebbero intervenute e li avrebbero spintonati con violenza, “sotto le direttive di Fedez, come si evince dalla registrazione video allegata”, recita l’atto.

Il pugno del rapper

Poi, sempre stando alla querela, il rapper avrebbe sferrato un pugno al volto a uno dei giovani. Subito dopo un bodyguard lo avrebbe preso a calci fino a fargli perdere i sensi. Sul posto sono intervenute un’ambulanza e una volante del commissariato, chiamate dai ragazzi.

Il 19enne è finito al Policlinico con un taglio sulla fronte, una contusione allo zigomo sinistro e una alla tempia destra: prognosi di quattro giorni. Tre giorni per il fratello. Un paio per gli altri due amici, che si sono fatti visitare il giorno dopo a Padova.

Alla denuncia, i legali hanno allegato anche i video. “Le conseguenze peggiori sono a livello psicologico”, spiega il legale Paolo Tabasso, “Erano semplici fan che si volevano avvicinare per il classico selfie e da quanto raccontano non c’era nessun motivo che rendesse necessaria una tale aggressione”.

Per i suoi legali, il rapper avrebbe reagito a un’aggressione

Diversa la versione della difesa. Per gli avvocati di Fedez, Gabriele Minniti e Andrea Petrolucci, il cantante avrebbe solo “reagito a un’aggressione subita da alcuni giovani in evidente stato di alterazione”, senza “prendere parte ad alcun pestaggio”. Chiarire cosa sia davvero successo è compito della procura.

Nel 2024 al The Club la lite col personal trainer Iovino

Di sicuro, però, il luogo non è nuovo alle cronache. Proprio al The Club, nella notte tra il 21 e il 22 aprile 2024, era scoppiata la lite tra Fedez e il personal trainer Cristiano Iovino. Poche ore dopo Iovino era stato accerchiato e picchiato da un gruppo di uomini davanti alla sua casa a City Life. E tra loro, secondo l’accusa, c’erano i bodyguard di Fedez, ultras della curva sud del Milan, poi finiti nell’inchiesta “Doppia Curva” della Dda.

Anche il rapper era stato indagato per rissa, lesioni e percosse in concorso. Ma Iovino non aveva mai sporto querela: alla polizia aveva detto di aver “già deciso” di non farlo. Nell’estate 2024 aveva firmato un accordo transattivo con Fedez, rinunciando a ogni azione penale, e aveva raccontato di aver ricevuto un assegno da 10mila euro.

Senza querela e senza referti, le lesioni non erano perseguibili d’ufficio. La pm Michela Bordieri aveva chiesto l’archiviazione e nella primavera 2025 il gip Vincenza Maccora l’aveva disposta. Per il giudice mancavano “prove di un coinvolgimento diretto del rapper nella rissa”, “certificazioni mediche” e “una querela formale”. Questa volta però la querela c’è. E ci sono anche i referti.