Il tetto ai prezzi di benzina e gasolio resterà fino a fine anno. La conferma arriva dall’amministratore delegato di Eni, Claudio Descalzi, intervistato da alcuni giornali nella giornata in cui il suo gruppo ha presentato i conti trimestrali con utili da record. Il price cap sui carburanti resterà quindi fino a fine anno, ma non si sa a quale cifra.
“Confermiamo che ne valuteremo il valore ma manterremo il concetto di price cap fino a fine anno”, dice Descalzi al Sole 24 Ore. Aggiungendo che il livello verrà stabilito monitorando “le dinamiche di mercato e prezzo, nonché le forniture effettivamente disponibili in rapporto alla nostra struttura logistica per valutarlo nel corso del periodo”. Attualmente il tetto è fissato a 2,25 euro per il gasolio e a 1,99 euro per la benzina.
Price cap prorogato fino a fine anno, ma non si sa a che prezzo
Secondo le previsioni di Descalzi, il price cap e tutte le politiche di contenimento dei prezzi messe in campo a partire da marzo avrebbero un impatto economico stimato in circa 700 milioni. Di certo, l’iniziativa ha avuto un buon riscontro commerciale: “Abbiamo avuto più di 900 stazioni di servizio con scorte esaurite perché non avevano più prodotti, anche se le rifornivano due volte al giorno”, afferma l’ad.
In ogni caso il prezzo non è definito e potrebbe anche crescere, nel caso in cui le quotazioni del petrolio continuassero a salire a causa del conflitto in Medio Oriente. Uno scenario non così improbabile, se pensiamo al fatto che Donald Trump sta pensando di riprendere gli attacchi in Iran dopo le elezioni di midterm.
Intanto alla scelta di Eni si accoda anche Q8, come fanno sapere fonti di Palazzo Chigi dopo l’incontro tra la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, e l’emiro del Kuwait. Dal confronto è emersa “la disponibilità kuwaitiana di prorogare il price cap su benzina e gasolio, già applicato da Q8 nelle scorse settimana in risposta all’appello del governo italiano per contenere i costi dell’energia”.