Boom di auto elettriche in Europa, ma l’Italia resta indietro

A settembre è boom di auto elettriche immatricolate in Europa, che rappresentano quote sempre più rilevanti di mercato. Ma non in Italia.

Boom di auto elettriche in Europa, ma l’Italia resta indietro

Accelerano le immatricolazioni di auto elettriche in Europa. A settembre le vetture a batteria sono aumentate del 59,9% a 416.433 unità nell’area Ue+Efta+Regno Unito, raggiungendo una quota del 30,5% del mercato. Stando ai dati Acea, nella sola Unione europea le Bev sono cresciute del 72,9% a 290.117 unità, con una quota del 29,9% delle immatricolazioni mensili. Nei primi nove mesi, in Ue, le elettriche hanno raggiunto 1,93 milioni di immatricolazioni (+48,5%) e una quota del 22,7%, contro il 16,1% di un anno prima.

Si amplia così il vantaggio sulle auto a benzina, già superate nel cumulato ad agosto: il divario è salito da 6.600 a oltre 129mila vetture. Le ibride tradizionali restano la prima alimentazione in Ue con il 36,3% del mercato da gennaio, seguite dalle Bev e dalla benzina (21,2%). Le ibride plug-in raggiungono il 10,1%, mentre il diesel scende al 7,1%. La quota delle elettriche è del 41,7% in Francia, il 34,5% in Germania ma solo il 7,6% in Italia.

Mercato dell’auto, a settembre accelera in Europa

In generale, a settembre accelera tutto il mercato automobilistico europeo con un aumento del 10,2% delle immatricolazioni rispetto allo stesso mese del 2025, raggiungendo 1,36 milioni di vetture, dopo il +5,3% di agosto. Nei primi nove mesi del 2026 il mercato è cresciuto del 6,3% a 10,56 milioni di unità.

Nella sola Unione europea, le immatricolazioni sono aumentate del 9,3% a settembre, a 971.048 unità. Nei primi nove mesi la crescita è stata del 5,7% a 8,52 milioni di vetture, nonostante un contesto macroeconomico caratterizzato dall’aumento dei prezzi dell’energia e dalle tensioni geopolitiche. La crescita ha interessato tutti i cinque maggiori mercati europei. Il Regno Unito ha registrato l’incremento più consistente (+12%), seguito da Francia (+11,6%), Spagna (+10,2%), Italia (+9,8%) e Germania (+9%).