Sull’Irpef Forza Italia non si arrende e punta a un compromesso per poter rivendicare il raggiungimento, con la Manovra, del taglio più volte promesso per il ceto medio. L’estensione della seconda aliquota (al 33%) fino ai 60mila euro di reddito sembra accantonata, ma ora è il vicepresidente del Consiglio, Antonio Tajani, a rimodulare la richiesta e puntare su un ampliamento dimezzato, fino a 55mila euro.
La proposta avanzata da Tajani è quella di uno scenario “in due tempi”: nel 2027 verrebbe estesa la seconda aliquota Irpef fino ai 55mila euro di reddito annuo per poi allargare la platea fino ai 60mila euro nell’anno successivo. Elezioni permettendo, considerando che l’anno prossimo si andrà al voto e che la successiva Manovra verrà scritta da un altro governo.
Il taglio dell’Irpef per il ceto medio non rientra, attualmente, tra le misure che dovrebbero far parte della prossima Manovra, ma raccoglie sostenitori – soprattutto con questa rimodulazione in due tempi – anche tra gli esponenti di Fratelli d’Italia. La frenata è invece arrivata dai tecnici ministeriali, che esprimono dubbi sulle coperture. E c’è poi un problema in chiave elettorale, essendo considerato un intervento che porterebbe pochi benefici immediati e rivendicabili in campagna elettorale. Ma cosa cambierebbe in busta paga e quali sarebbero i benefici per i lavoratori?
Come funziona oggi l’Irpef per il ceto medio
Attualmente la seconda aliquota Irpef è fissata al 33%: questa è la tassazione prevista per chi ha un reddito tra i 28mila e i 50mila euro. Proprio lo scorso anno è stata rivista questa aliquota, fermandosi però ai 50mila euro. Oltre questa soglia di reddito scatta invece un aumento della tassazione: per la parte superiore dei compensi si arriva al 43%, come previsto per la terza e ultima aliquota, con la tassazione che resta poi invariata al di sopra di questa soglia.
Come cambierebbe la tassazione e quanto si guadagna con la riduzione dell’aliquota Irpef a 55mila euro
Se il governo decidesse di accogliere la proposta di Tajani e portasse la soglia della seconda aliquota a 55mila euro, vorrebbe dire portare al 33% la tassazione fino a questa cifra. Quindi, su quei 5mila euro aggiuntivi tra i 50mila e i 55mila la tassazione scenderebbe di dieci punti percentuali. Il risparmio, in questo caso, sarebbe di 500 euro circa l’anno. Una cifra che scende in caso di reddito leggermente più basso, con risparmio da 200-300 euro l’anno tra i 52mila e i 53mila euro, per esempio.
Le altre ipotesi per la Manovra: allo studio le misure per i giovani
Il governo, intanto, sta studiando altre misure, a partire da quelle per i giovani, come anticipa la Repubblica. Il primo obiettivo è di dare più soldi in busta paga ai giovani al primo impiego: va definito se la misura sarà rivolta agli under 30 o agli under 35. Si tratterebbe di un taglio delle tasse derivante dalla riduzione delle trattenute Irpef, ma solamente per un anno. Allo stesso modo, si valuta anche l’ipotesi di stanziare fondi per aiutare i giovani nell’acquisto della prima casa o nelle spese per l’affitto.