L’Italia dei negozi sfitti: sono quasi mezzo milione

In Italia sono quasi mezzo milione i negozi sfitti, soprattutto al Sud: l'allarme delle associazioni sulla desertificazione commerciale.

L’Italia dei negozi sfitti: sono quasi mezzo milione

Quasi mezzo milione di negozi sfitti, ma non solo. La desertificazione commerciale fotografata dall’analisi realizzata dall’istituto Tagliacarne mostra anche la mancanza di servizi essenziali, come alimentari, edicole e farmacie, in tantissimi piccoli comuni e borghi. Una fotografia “drammatica”, per il presidente di Confcom, Carlo Sangalli, che denuncia come la desertificazione stia avanzando “impoverendo le nostre città”.

I negozi sfitti costano 4,4 miliardi l’anno di Pil

I locali sfitti in Italia, nel 2023, erano 467.103, come emerge dall’analisi. I settori con più locali sfitti sono quelli delle mercerie (37%), del piccolo commercio alimentare (25%) ma anche panetterie, fruttivendoli e negozi di casalinghi. Il problema riguarda soprattutto le piccole città e i sobborghi, dove la percentuali di negozi sfitti sale oltre il 50%. Uno su due, quindi. Secondo l’Ufficio studi di Confcom, ogni anno il Paese perde lo 0,2% del Pil (ovvero 4,4 miliardi) a causa dei negozi sfitti. Un problema che riguarda soprattutto il Sud, dove si trova il 20,8% dei locali sfitti, contro il 16,8% del Nord-Est, il 16,7% del Centro e il 13,6% del Nord-Ovest.

Un altro dato che emerge è che nel 2026 soltanto il 36,6% dei negozi del commercio al dettaglio è di proprietà, mentre il 63,4% si trova in locali in affitto. Affitto che è preferito soprattutto nelle principali realtà urbane, dove le attività commerciali sono quindi più esposte ai rincari delle locazioni. Infatti nelle principali città italiane esaminate durante lo studio – Roma, Milano, Torino, Napoli, Palermo, Genova, Bologna e Firenze – la quota di attività commerciali in affitto sale fino al 69,8%. Ragioni per le quali Sangalli chiede al governo di “destinare adeguate risorse ai Comuni per realizzare piani di sostegno alle economie di prossimità con l’obiettivo di riaprire i locali vuoti, favorire nuove attività e ridare vita alle comunità”.