Svolta nell’indagine sull’ex direttore del Federal Bureau of Investigation (FBI) James Comey. I procuratori federali americani, infatti, hanno avviato le procedure per perseguire penalmente l’ex vertice dell’agenzia investigativa, accusandolo di aver divulgato informazioni relative alla difesa nazionale. È quanto emerge da un documento depositato in tribunale, che segnala un terzo tentativo del Dipartimento di Giustizia di procedere penalmente contro Comey, noto per essere un critico di lunga data del presidente Donald Trump.
Il documento, composto da tre pagine, secondo le ricostruzioni di Askanews, fornisce pochi dettagli sui due capi d’imputazione. Tuttavia, dagli atti giudiziari emerge che la vicenda trae origine da una presunta diffusione di informazioni relative alla difesa nazionale a un giornalista del New York Times nell’ottobre 2016, quando Comey era a capo dell’FBI. I procuratori contestano all’ex direttore dell’agenzia investigativa anche una presunta cospirazione finalizzata alla trasmissione illecita di tali informazioni.
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In un video pubblicato ieri su Instagram, e ripreso dalla BBC, Comey ha respinto ogni addebito, definendo le accuse un “abuso sconcertante”. “Sarebbe quasi comico, se non si trattasse di un abuso così sconcertante da parte del Dipartimento di Giustizia, di fronte al quale non possiamo permetterci di diventare indifferenti”, ha affermato Comey nel filmato. “Per quanto mi riguarda, nulla è cambiato: continuo a dichiararmi innocente, non temo queste persone e continuo a nutrire fiducia nell’indipendenza della magistratura federale”, ha aggiunto.
Il documento depositato dai procuratori federali a Washington D.C. è una cosiddetta criminal information, ossia un atto formale con cui l’accusa espone i capi d’imputazione senza passare, in via ordinaria, da un grand jury. Nel caso di Comey, il deposito risale al 5 ottobre 2026 ed è stato reso pubblico il 26 ottobre. Secondo il Dipartimento di Giustizia, l’iniziativa mirava a preservare la possibilità di procedere penalmente prima della scadenza del termine di prescrizione. La legittimità della procedura è tuttavia contestata dai legali dell’ex direttore dell’FBI, che hanno chiesto l’archiviazione del caso.