La crisi in Yemen continua a peggiorare di ora in ora, tra gli attacchi dei ribelli Houthi, che stanno tentando di estendere il proprio controllo sul Paese e, nel frattempo, colpiscono l’Arabia Saudita, e la coalizione a sostegno di Riad, che risponde colpo su colpo. Un conflitto che, purtroppo, appare più vicino a un’escalation che a una conclusione. A lasciarlo intendere è la decisione del Parlamento egiziano che ieri sera ha autorizzato le forze armate a fornire sostegno all’Arabia Saudita per difenderla dagli attacchi del gruppo filo-iraniano.
A darne notizia sono i media del Cairo, che fanno notare come questa decisione potrebbe trascinare più direttamente l’Egitto nel conflitto regionale. La guerra si è intensificata a seguito dei crescenti attacchi sferrati contro il regno del Golfo dagli Houthi yemeniti. La mossa del Parlamento egiziano non è un fulmine a ciel sereno, perché la settimana scorsa il presidente Abdel Fattah al-Sisi aveva chiesto al Parlamento di approvare l’intervento a difesa dell’alleato arabo nel Golfo, nonché principale esportatore mondiale di petrolio, qualora Riad avesse richiesto aiuto contro gli Houthi.
Del resto, l’offensiva del gruppo ribelle yemenita non rappresenta soltanto una crisi interna allo Stato arabo, ma anche una minaccia concreta al commercio globale. Al centro della crisi c’è infatti il controllo dello strategico stretto di Bab el-Mandeb, porta d’accesso al Canale di Suez egiziano e diventata una rotta alternativa a quella dello Stretto di Hormuz, dove persistono il blocco imposto dall’Iran e il controblocco degli Stati Uniti.
L’Egitto è pronto a difendere l’Arabia Saudita: la reazione degli Houthi
Dopo le notizie provenienti dal Cairo, un esponente di alto rango dei ribelli Houthi ha rilasciato una dichiarazione durissima, che rischia di aumentare ulteriormente le tensioni in Medio Oriente. In un messaggio pubblicato su Telegram, Mohammed Ali al-Houthi, membro dell’ufficio politico degli Houthi, ha scritto: “L’Egitto e il suo Parlamento hanno dichiarato il proprio sostegno a quella che viene definita la difesa del regno dell’Arabia Saudita e, così facendo, hanno dichiarato guerra alla repubblica dello Yemen“.
La dichiarazione di al-Houthi è stata ripresa da diversi media, tra cui il libanese LBC e lo yemenita Al Mashhad, a conferma dell’attenzione riservata alla vicenda nella regione del Golfo. “Trascinare le forze egiziane in una nuova guerra ne esaurirebbe le capacità e servirebbe i disegni del nemico israeliano, che mira a impadronirsi del Sinai”, ha aggiunto il membro dell’ufficio politico degli Houthi. Al-Houthi ha poi invitato i Paesi membri del cosiddetto Patto della Mecca, ossia Arabia Saudita, Pakistan e Turchia, a ritirarsi dalla coalizione e a non farsi coinvolgere in alleanze aggressive.
Al-Houthi ha infine concluso il suo intervento sottolineando che il movimento Houthi “non costituisce una minaccia per lo stretto di Bab el-Mandeb; al contrario, noi lo proteggiamo, così come proteggiamo il Canale di Suez e altre parti della nostra patria araba e islamica”.