Novaya Gazeta alza bandiera bianca. Il quotidiano, classificato come “agente straniero” dalle autorità russe, ha annunciato la cessazione delle attività in Russia. “Siamo stati uccisi. Il 9 novembre spegneremo le luci del nostro edificio, dove abbiamo vissuto per 30 anni, spegneremo i server e ce ne andremo. Il giornale non esiste più. Le autorità russe e i servizi segreti russi hanno costretto la redazione a cessare le attività”, si legge sul sito del quotidiano. La testata era già sottoposta a pesanti limitazioni dal 2022.
Proprio le crescenti pressioni delle autorità russe e i rapporti sempre più difficili con il potere di Vladimir Putin avevano spinto, già da tempo, parte della redazione a lasciare il Paese e a proseguire il lavoro attraverso il progetto Novaya Gazeta – Europe.
“Contemporaneamente alla lettera di sfratto, hanno disattivato anche il sistema di donazioni che ci permetteva di ricevere contributi dai nostri lettori. In altre parole, ci hanno privato di tutti i fondi”, prosegue la nota di Novaya Gazeta. Secondo la direzione del quotidiano, quanto accaduto è frutto di “un’azione coordinata. La scusa delle banche, secondo cui agiscono in base a regolamenti interni aziendali, non convincerà nessuno. Si tratta di regole esterne, stabilite dall’apparato repressivo statale, da ufficiali dell’FSB che si sono infiltrati in ogni organizzazione. Considerano il Paese di loro proprietà”.
Russia, Putin mette a tacere Novaya Gazeta: il giornale indipendente costretto a chiudere
A inizio settembre, la testata moscovita, invisa al Cremlino, è stata inserita nel registro degli “agenti stranieri”. Nel 2023, anche il cofondatore del giornale, il premio Nobel per la Pace Dmitry Muratov, era stato riconosciuto come “agente straniero” e costretto a dimettersi dalla carica di direttore responsabile, cedendo il posto a Sergei Sokolov. Quest’ultimo, il 15 ottobre, è stato sottoposto a un interrogatorio durato alcune ore dalle forze dell’ordine, nell’ambito di un procedimento penale che coinvolge un ex collaboratore della testata, Oleg Roldugin, accusato di illeciti legati all’utilizzo di dati personali di politici e notabili russi.
La testata aveva già perso la licenza di pubblicazione in Russia nel 2022, all’indomani dell’inizio dell’invasione dell’Ucraina. Da allora era rimasta operativa nel Paese attraverso le pubblicazioni online e la raccolta di informazioni per le proprie inchieste giornalistiche. Resta attivo il progetto editoriale Novaya Gazeta – Europe, giunto al quarto anno di attività. Da giugno 2023 anche questa nuova entità, che ha sede a Riga e collaboratori nell’Europa orientale, è stata dichiarata “organizzazione indesiderata” e messa al bando in Russia.