Come e perché è precipitato, ieri in Bosnia, l’elicottero italiano nel cui schianto hanno perso la vita quattro militari impegnati nella missione Eufor Althea? A provare a chiarire queste domande sarà la Procura militare di Roma, guidata dal procuratore Marco De Paolis, che ha aperto un fascicolo conoscitivo in relazione al tragico incidente. Si tratta di un procedimento senza, al momento, un’ipotesi di reato, che verrà valutato solo dopo che gli investigatori avranno un quadro più definito.
Uno schianto devastante, immortalato da diversi video diventati virali sul web, nel quale sono rimaste ferite anche undici persone.
Crosetto esprime cordoglio e vola dai militari feriti
Questa mattina il ministro della Difesa, Guido Crosetto, è arrivato in Bosnia, accompagnato dal capo di Stato Maggiore della Difesa, generale Luciano Portolano. Prima di partire, il titolare del dicastero ha affidato a X un post in cui ha espresso il proprio “dolore immenso” per la tragedia. “Sto andando in Bosnia, con il Capo di Stato Maggiore della Difesa per rendere omaggio ai nostri caduti, per stare vicino ai nostri militari feriti, per accertarmi personalmente delle loro condizioni e portare loro la vicinanza tangibile e l’affetto di tutta la Difesa e del Paese“, si legge nel post.
“Oggi è un giorno di dolore immenso. Simone, Claudio, Franco Adriano e Laura. Quattro vite spezzate mentre servivano l’Italia. Quattro persone che non ci sono più. Quattro famiglie alle quali nessuna parola potrà restituire ciò che hanno perduto”, ha proseguito il ministro. “Da padre, da marito, da cittadino e da Ministro della Difesa, sento tutto il peso di questa tragedia”, ha aggiunto Crosetto, sottolineando che quando i militari perdono la vita nell’adempimento del proprio dovere “non sono soltanto le loro famiglie a essere colpite. È tutta la nostra comunità che perde qualcosa”.
M5S chiede al governo di fare chiarezza sull’incidente in Bosnia
Cordoglio è stato espresso anche dai capigruppo del Movimento 5 Stelle nelle Commissioni Difesa di Camera e Senato, Arnaldo Lomuti e Bruno Marton. In una nota, i due esponenti pentastellati rinnovano il cordoglio “per familiari, amici e colleghi delle quattro vittime dell’incidente dell’elicottero dell’Esercito italiano precipitato ieri in Bosnia” e ribadiscono “la richiesta di fare piena luce sulle cause di questa tragedia per accertare se il probabile guasto sia stato dovuto a carenze nella manutenzione dell’aeromobile coinvolto o ad altre ragioni”.
Nel comunicato, i due esponenti aggiungono: “La sicurezza dei nostri militari dovrebbe venire prima di tutto, ma purtroppo dai militari stessi riceviamo continue lamentele sulla sproporzione tra le sempre maggiori risorse destinate al riarmo e le scarse risorse destinate invece al supporto tecnico dei mezzi in servizio”.
“A fronte di oltre dieci miliardi investiti ogni anno per l’acquisto di nuovi mezzi e armamenti, solo poche centinaia di milioni vengono spesi per la manutenzione dei mezzi in dotazione alle nostre forze armate, tra supporto tecnico dei reparti militari e supporto logistico integrato fornito dalle aziende. Il risultato è che le carenze e le difficoltà manutentive, con mezzi ‘cannibalizzati’ per ricavarne pezzi di ricambio, determinano bassissimi tassi di effettiva disponibilità operativa e ovviamente maggiori rischi per la sicurezza” aggiungono i pentastellati.
“Che senso ha comprare decine e centinaia di nuovi caccia, carri armati e navi se poi non ci sono soldi per far funzionare in sicurezza quelli già disponibili? Da anni il Movimento 5 Stelle chiede di riequilibrare in modo più razionale questi investimenti, perché quando si parla di spese militari non è solo questione di quanto si spende ma anche di come si spende. E la massima sicurezza del personale, insieme alla massima efficienza dei mezzi a disposizione, devono essere priorità assolute“, concludono Lomuti e Marton.