Il cambiamento climatico colpisce anche i beni culturali e artistici. Ondate di calore, piogge intense, siccità e tempeste incidono sulla nostra quotidianità, trasformano il mondo in cui viviamo e intervengono anche sul paesaggio, le città, i beni culturali e artistici, rendendo sempre più evidente l’urgenza della crisi globale. Alcuni Beni del Fai-Fondo per l’Ambiente Italiano restituiscono uno spaccato concreto di questa emergenza, rendendo ancora più necessario rafforzare ed estendere le misure di mitigazione e adattamento, dall’efficientamento energetico e dei consumi idrici a innovativi sistemi di prevenzione dei fenomeni franosi.
Gli effetti del cambiamento climatico sui beni artistici e culturali
Nell’estate 2026, spiega il Fai in una nota, la prolungata siccità e l’assenza di precipitazioni hanno portato alla forte riduzione delle riserve d’acqua a Podere Lovara, Punta Mesco (Sp), complesso rurale affacciato sul Mar Ligure di Levante. Un incendio, favorito dalla vegetazione secca, ha lambito il Bosco di San Francesco, Assisi (Pg), porzione intatta di paesaggio umbro ai piedi della Basilica, mettendo a rischio un ecosistema di valore. A Villa del Balbianello, Tremezzina (Co), sul Lago di Como, una violenta tempesta ha sradicato un cipresso secolare del giardino storico, mentre al Giardino della Kolymbethra, nella Valle dei Templi (Ag), un forte nubifragio ha trascinato acqua e fango, mettendo alla prova l’equilibrio di un luogo fragile e prezioso, dove da oltre 2.600 anni la natura si fonde con la storia.
Sono solo alcuni degli esempi degli effetti concreti dei cambiamenti climatici sui beni artistici e culturali, ma che rendono chiaro perché comprendere il cambiamento climatico è il primo passo per affrontarlo e progettare il mondo di domani. Per questo, alla vigilia dell’apertura dei lavori della COP31 – la Conferenza delle Nazioni Unite sul cambiamento climatico – il Fai rilancia e rinnova la campagna di sensibilizzazione #FAIperilclima, un ricco programma di iniziative speciali volte a far conoscere gli effetti del clima che cambia e promuovere soluzioni concrete per affrontarne le sfide. Sabato 7 e domenica 8 novembre, in 16 beni dal nord al sud della Penisola, visite, incontri e passeggiate in compagnia di esperti porteranno il pubblico a osservare e “toccare con mano” le trasformazioni in corso e approfondire le strategie per mitigare la crisi: dall’innovativo progetto per la biodiversità a Villa Della Porta Bozzolo, Casalzuigno (Va) al ripristino dell’antica riserva idrica all’Orto sul Colle dell’Infinito, Recanati (Mc), fino a Villa Rezzola, affacciata sul Golfo dei Poeti, dove si tratteranno gli effetti del riscaldamento globale sul Mar Mediterraneo.
Tra le novità di #FAIperilclima 2026, nasce Spazio Clima, un progetto culturale – articolato in tre appuntamenti serali da novembre 2026 fino a marzo 2027, a ingresso libero – che mette in dialogo il mondo dell’arte, del design e dell’architettura con la scienza per offrire una riflessione sulla complessità della crisi climatica e immaginare nuove risposte. Il primo incontro si terrà venerdì 13 novembre a Villa Panza, poi il progetto proseguirà a gennaio 2027 con un appuntamento a Villa Necchi Campiglio, Milano, e l’ultimo dei tre appuntamenti sarà a marzo 2027 al Negozio Olivetti in piazza San Marco, a Venezia.
Nel 2026 verrà poi inaugurata anche un’altra iniziativa: Il bello delle rinnovabili, una proposta di un ciclo di convegni – promosso insieme alle presidenze regionali del Fai – sul rapporto tra innovazione tecnologica, qualità progettuale e tutela del paesaggio. Il ciclo di incontri farà tappa in Puglia, Calabria e Liguria, mettendo in luce la ricerca e lo sviluppo di tecnologie sempre più evolute, capaci di coniugare prestazioni e qualità estetica e di far conoscere materiali per l’edilizia in grado di ridurre l’impronta di carbonio e l’impatto ambientale dei manufatti, promuovendo al tempo stesso i principi dell’economia circolare.