Il caldo, il sole, il mare in estate, ma anche la neve, la montagna e gli sci in estate. Ma non solo, perché se l’Italia continua a essere una delle principali mete turistiche al mondo il motivo principale – e non è che sia proprio una sorpresa – è l’arte. D’altronde il patrimonio artistico italiano è conosciuto in tutto il mondo: dai resti dell’antica Roma ai borghi medievali e rinascimentali, passando per i tantissimi musei, non stupisce che milioni di turisti ogni anno vengano da tutto il mondo proprio a visitare l’Italia e le sue città d’arte.
Se mai ci fosse stato qualche dubbio, comunque, la conferma arriva anche dal Report Turismo culturale in Italia 2026 di The Data Appeal Company. Un’analisi, effettuata anche con l’aiuto dell’intelligenza artificiale e sfruttando le recensioni sui luoghi d’interesse culturali, basata sull’elaborazione di circa 8,6 milioni di contenuti digitali sul turismo culturale nel nostro Paese nello scorso anno. Il risultato è che l’Italia viene scelta soprattutto per la cultura: il 28,4% dei viaggiatori, infatti, indica arte e patrimonio come la prima motivazione per viaggiare nel nostro Paese. Una preferenza netta rispetto ad altri elementi come la natura (16%) e il turismo attivo (15,3%).
In un’analisi del genere non possono che primeggiare le città d’arte italiane. Non solo quelle più note come Roma, Venezia e Firenze, ma anche tanti centri più piccoli, come Siena e Assisi. Nulla di sorprendente, per chi conosce il nostro territorio. Ma il gradimento è molto alto anche per tante località del Sud che diventano sempre più attrattive dal punto di vista culturale: il gradimento più alto, su questo fronte, viene registrato da Bari e Caserta. Anche in questo caso, nulla di così sorprendente, per chi conosce la Reggia, non a caso tra i musei più recensiti in assoluto nel Paese.
Ad attirare i turisti non è solo la bellezza delle destinazioni culturali, ma anche l’esperienza nel suo complesso. Perché la cultura italiana è anche quella enogastronomica, per esempio. Tanto che la ristorazione, così come l’accoglienza, ha un tasso di apprezzamento in continua crescita. E i servizi offerti – dagli alloggi alla ristorazione – nelle città d’arte sembrano essere preferiti a quelli delle altre zone, considerando che fanno segnare livelli di soddisfazione superiori rispetto alla media nazionale.
L’arte attrae i turisti in Italia: la classifica delle recensioni
Se poi andiamo a vedere cosa dicono le recensioni riguardanti il comparto culturale, la prima evidenza è che i musei con una forte caratteristica di interattività hanno più visibilità e più attrattività. Mentre più critico è il giudizio su altri aspetti, come i costi, la pulizia e i tempi di attesa. Nella classifica dei musei più recensiti e graditi in Italia nel 2025 il primo posto va al Museo Leonardo da Vinci Interattivo di Firenze, davanti ai Musei Vaticani e al Parco archeologico di Pompei.
Passando poi alle città, Roma è quella con una maggiore densità di attrazioni tra quelle più recensite. Il primo posto va alla Fontana di Trevi, che registra peraltro un aumento del 67% delle recensioni nell’ultimo anno. Secondo e terzo posto per il Colosseo e per il Duomo di Milano. Alte in classifica troviamo anche altre due attrazioni romane che sono però parte dello Stato Vaticano: la basilica di San Pietro e i Musei Vaticani.
I nuovi modelli turistici
Il report analizza anche i cambiamenti del turismo culturale dal punto di vista del viaggiatore. Un viaggiatore che diventa più autonomo, tanto che i singoli rappresentano il 16% dei visitatori culturali, in crescita di tre punti. E a cambiare è anche la stagionalità, con la bassa e media stagione che conquistano punti, sia grazie a un clima solitamente non rigido per tutto l’anno sia, probabilmente, per la necessità di contenere i prezzi rispetto all’alta stagione. Il quadro sul fronte della saturazione e delle tariffe dei portali di prenotazione online nelle città d’arte è invece considerato stabile. Partiamo dalla saturazione, ovvero il rapporto tra offerte disponibili e prenotate online: in Italia si registra un lievissimo calo, con qualche eccezione come Napoli. Per le tariffe, invece, gli aumenti sono contenuti, con rincari maggiori a Torino (+6%) e Palermo (+3,7%) e prezzi in discesa a Venezia di oltre il 5%.