Matteo Salvini appena qualche giorno fa ha minacciato di portare in Consiglio dei ministri lo stop alle armi all’Ucraina. A prescindere dalla considerazione che non è la prima volta che lo fa, salvo poi firmare tutto quello c’è da firmare per garantire il sostegno all’Ucraina, la replica di Guido Crosetto ai dubbi sul tredicesimo pacchetto di aiuti a Kiev avanzati da Carlo Calenda, nel corso del question time in Senato, non lascia dubbi di sorta.
Crosetto: avanti sugli aiuti a Kiev. Salvini si metta l’anima in pace
“Noi rispetteremo – dice il ministro della Difesa – i patti che abbiamo preso con i nostri alleati europei, Nato, del Gruppo ucraino e con l’Ucraina. Anche quest’anno è stato predisposto, come ricordato, il pacchetto e penso che sarà discusso al Copasir la prossima settimana”. Il 10 per l’esattezza, fa sapere in serata Montecitorio. “Quanto alla possibilità di una soluzione diplomatica, la stiamo parallelamente cercando di perseguire ininterrottamente da quattro anni. Esiste, infatti, parallelamente, una volontà dell’Italia, espressa in tutte le sedi, di arrivare a una soluzione diplomatica, a una pace giusta in Ucraina, che auspichiamo già da domani mattina”, dice il ministro.
Disimpegno
“La nostra volontà di raggiungere la pace viene resa più facile dalla possibilità che l’Ucraina resista, perché il giorno in cui la Russa percepisse l’impossibilità dell’Ucraina di resistere, la guerra aumenterebbe di intensità. Quindi, coloro – ha insistito Crosetto – che pensano che un disimpegno dell’Italia, in qualche modo, possa far finire la guerra non capiscono, anzitutto, che tutte le altre nazioni continuerebbero a mantenere la parola e ad aiutare e che la possibilità di conquistare dell’Ucraina aumenterebbe la volontà russa di proseguire la guerra. È un ragionamento abbastanza semplice che ancora oggi condivido e condividiamo”.
Futuro
Per quanto riguarda il futuro, “da parte mia proporrò la possibilità di prolungare un meccanismo, che è quello del decreto che è stato scelto non dal governo Meloni. Infatti, il meccanismo con cui noi mandiamo gli aiuti all’Ucraina – lo voglio ricordare perché c’è gente che pare esserselo dimenticato – è stato individuato, scelto e votato dal Governo Draghi ed è stato votato – udite, udite – da praticamente tutti i partiti dell’attuale minoranza e praticamente da tutti i partiti della maggioranza. Questo sistema di aiuto all’Ucraina fu votato da Fratelli d’Italia, che stava all’opposizione, dalla Lega, da Forza Italia, dal PD e dal Movimento 5 Stelle con il Governo Draghi. Da allora io e il Governo abbiamo seguito quella traccia indicata, che è quella che prevede la secretazione e un decreto approvato dal Parlamento”.
E ancora: “Non ci siamo discostati da una strada che hanno individuato un altro Governo e un’altra maggioranza e che allora è stato votato da tutto l’arco costituzionale. Poi, con il tempo, si sono evolute le posizioni. Se era giusto allora, diventa difficile spiegare perché è ingiusto adesso”, ha concluso il ministro.