Dunque il 64,8 per cento degli elettori del Movimento 5 Stelle vuole Matteo Renzi fuori dalla coalizione. Il sondaggio Lab21 per La Notizia registra anche che da giugno a novembre la quota di chi considera Italia Viva un fattore di sottrazione è salita dal 51,6 al 55,3 per cento.
Sappiamo bene che una coalizione si somma sulla carta e si pesa sulla credibilità, che è fatta di coerenza sulle cose per cui si chiede il voto. La questione l’ha misurata il politologo David Fortunato in sei democrazie parlamentari, Italia compresa, in uno studio uscito nel 2019 sul British Journal of Political Science: gli elettori puniscono i partiti che vedono scendere a compromessi e inevitabilmente smettono di credere alle promesse di quei partiti.
Il Jobs Act è la legge del governo Renzi di cui Elly Schlein, nel 2024, ha sostenuto l’abrogazione schierandosi con il referendum della Cgil. Lo stesso Renzi che a Riad, nel gennaio 2021, seduto accanto al principe ereditario Mohammed bin Salman, vedeva nell’Arabia Saudita il luogo di un “nuovo Rinascimento” e si diceva invidioso, da italiano, del basso costo del lavoro saudita. Insomma a Renzi la flessibilità, vista dal Golfo, faceva proprio gola e quella è la sua idea di lavoro.
Sulla politica estera va peggio. Dal giugno 2024 Renzi è consigliere del Tony Blair Institute e ha definito Tony Blair la sua “fonte di ispirazione”. Blair dal gennaio scorso siede nel comitato esecutivo del Board of Peace voluto da Donald Trump per Gaza, lì dove la Commissione d’inchiesta indipendente dell’Onu nel settembre 2025 ha concluso che Israele ha commesso un genocidio. E mercoledì la coordinatrice di Italia Viva Raffaella Paita si è fatta fotografare sorridente accanto all’ambasciatore israeliano Jonathan Peled, al suo congedo, rivendicando su X di averci “dialogato, discusso e collaborato”.
E alla fine il conto elettorale torna: il 38,7 per cento degli elettori 5 Stelle riconsidererebbe il voto con Italia Viva stabilmente in coalizione, contro il 9,1 per cento degli elettori di Pd, Avs e centristi pronti a cambiare se Renzi restasse fuori. Il campo largo può anche tenersi Renzi, per carità. Poi però dovrà spiegare ai suoi elettori perché il capitolo sul lavoro dovrebbe portare la firma di chi, a Riad, invidiava il lavoro a buon mercato.