Ieri 700 docenti si sono collegati al primo webinar di «Pagine di Legalità». A intervistare Pietro Grasso e Nicola Gratteri è stato Alessio Pasquini, direttore generale della Fondazione Scintille di Futuro ETS.
«La Rotta Giusta» porta nelle classi la storia della lotta alle mafie e invita gli studenti a metterla in relazione con le scelte che compiono ogni giorno. A promuovere il progetto nazionale è la Fondazione Scintille di Futuro ETS, presieduta da Pietro Grasso, con il sostegno di Fondazione Conad ETS e sotto l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica.
Con «Pagine di Legalità», le scuole secondarie di primo e secondo grado hanno accesso gratuito a webinar per docenti e dirigenti scolastici e a un kit multimediale per lavorare in classe sui temi della memoria, dei diritti e della responsabilità civile. Alle classi delle superiori iscritte al percorso è dedicata anche «Da che parte stai?», la campagna nazionale che chiede agli studenti di raccontare in un video una scelta legata alla memoria, al territorio o al futuro. Sessanta delegazioni saranno selezionate per il viaggio in nave verso Palermo, dove parteciperanno a incontri, visite e laboratori. Il 22 aprile 2027 le scuole di tutta Italia potranno seguire la diretta nazionale dall’Aula Bunker di Palermo, sede del Maxiprocesso. All’appuntamento sono già iscritte 2.562 classi, per un totale di 55.000 studenti. «L’educazione alla legalità è una scelta quotidiana», ha detto Pietro Grasso. Si comincia dalle piccole cose, dal rispetto delle regole che permettono di vivere insieme. È così, ha spiegato, che un ragazzo impara a riconoscere una richiesta illecita e a dire di no quando, da adulto, si troverà davanti a quella scelta.
Grasso ha osservato che anche dietro un’illegalità apparentemente di poco conto possono nascondersi interessi mafiosi. Le organizzazioni criminali si muovono in silenzio, cercano di infiltrarsi nelle professioni, negli uffici pubblici e negli appalti e ricorrono alla corruzione per coinvolgere altre persone nei propri affari. «Il rischio è che riescano a diventare invisibili e a svuotare la nostra democrazia dall’interno», ha avvertito. Quando i privilegi prendono il posto dei diritti, ha aggiunto, crescono le disuguaglianze e si restringe la libertà di tutti. Per Grasso, la scuola è «insostituibile nella lotta alla mafia silenziosa». È lì che si può insegnare ai ragazzi a riconoscere il valore delle regole prima che qualcuno chieda loro di aggirarle.
«Parlare ai ragazzi non è mai tempo perso», ha detto Nicola Gratteri. Il magistrato ha ricordato di aver cominciato a incontrare gli studenti nelle scuole di Locri nel 1989 e ha raccontato di un giovane che decise di diventare magistrato proprio il giorno in cui lo ascoltò nel suo liceo. «I ragazzi sono come spugne, assorbono tutto», ha aggiunto, raccontando come la loro attenzione e la voglia di sapere continuino a sorprenderlo.
Secondo una sua stima personale, dopo un incontro almeno uno studente su cinque potrebbe rivedere il proprio modo di vedere le mafie o il proprio atteggiamento verso la magistratura e le forze dell’ordine. Per coinvolgere una classe, ha spiegato, servono empatia e un linguaggio diretto. Ha ricordato di aver visto colleghi autorevoli perdere l’attenzione degli studenti già nelle prime battute, leggendo definizioni astratte di giustizia o legalità. Gratteri ha invitato i colleghi magistrati a dedicare tempo agli incontri nelle scuole e ha richiamato l’attenzione sul lavoro degli insegnanti e sulle loro retribuzioni, che giudica inadeguate. «Non dobbiamo lasciare soli i ragazzi. E non dobbiamo lasciare soli gli insegnanti», ha detto, osservando che la presenza dei magistrati nelle scuole può dare sostegno anche a chi insegna.
Ai docenti e ai dirigenti scolastici ha infine proposto di coinvolgere i sindaci per organizzare incontri nelle comunità terapeutiche, soprattutto per gli alunni delle scuole medie. L’invito è a dare agli studenti la possibilità di ascoltare chi sta affrontando un percorso di recupero e di capire, attraverso quelle testimonianze, come può iniziare una dipendenza.