L’Istituto Bruno Leoni tra intrecci, soldi e poltrone

di Stefano Sansonetti

Incroci e sovrapposizioni di ogni sorta. A quanto pare rischia di diventare sempre piรน ingarbugliata la posizione dellโ€™Ibl (Istituto Bruno Leoni), sulla carta think tank indipendente di ispirazione liberale, nella sostanza sempre piรน centro di lobbying che nei mesi scorsi รจ riuscito anche a piazzare uomini allโ€™interno del governo. Il tutto in un contesto in cui la trasparenza sui finanziamenti รจ ancora una chimera. Di certo non contribuisce a mettere ordine la fila di poltrone accumulate nel corso del tempo da Alberto Mingardi, direttore generale dellโ€™Istituto. Il quale siede contemporaneamente nellโ€™advisory board di Cattaneo Zanetto, societร  di lobbying che tra i suoi clienti vanta numerose societร . In piรน, qualche mese fa, Mingardi รจ stato nominato vicepresidente della Fondazione Telecom, lโ€™ente che si occupa di โ€œcorporate social responsabilityโ€ per il colosso telefonico.

LA RETE
Su questโ€™ultimo scranno รจ arrivato grazie a un rapporto consolidato con Giuseppe Recchi, attuale presidente di Telecom. Ma, come lo stesso Mingardi ammette, lโ€™attivitร  di consulenza e collaborazione con Recchi risale anche al periodo in cui questโ€™ultimo era presidente dellโ€™Eni. Insomma, con il direttore generale con il piede in due e piรน staffe, siamo sicuri che lโ€™indipendenza delle analisi e delle ricerche sfornate dallโ€™Ibl sia garantita? Qualcuno ne dubita, anche ricordando come Carlo Stagnaro, giร  direttore ricerche e studi dellโ€™Ibl, sia entrato negli ambienti governativi come consigliere per lโ€™energia del ministro dello Sviluppo, Federica Guidi. E poi ci sono gli intrecci tra lโ€™Ibl e la Cattaneo Zanetto. Non cโ€™รจ solo Mingardi che siede nellโ€™advisory board della societร  di lobbying; anche Paolo Zanetto, uno dei fondatori di questโ€™ultima, รจ stato โ€œfellowโ€ dellโ€™Ibl. Ora, la fila di clienti nel portafoglio di Cattaneo Zanetto รจ abbastanza corposa. Vi sono societร  come Cisco, Google, Uber, Airbnb, Terna e Snam. In passato cโ€™รจ stata lโ€™Ilva di Taranto. Su molti terreni di interesse di questi gruppi ha voce in capitolo proprio il ministero dello Sviluppo in cui lavora Stagnaro. Che poi da intreccio si genera intreccio. Si pensi soltanto a Snam: il suo responsabile rapporti con il parlamento รจ Pablo Turini, che prima lavorava proprio in Cattaneo Zanetto.

I CONTI
Nel bilancio della Fondazione Ibl, pubblicato sul sito, cโ€™รจ scritto che lโ€™ente nel 2013 ha incassato 32.696 euro alla voce โ€œcontributi su progettiโ€. Stop. Eppure, contattato nel marzo scorso da La Notizia (che giร  si era occupata dellโ€™istituto), Mingardi aveva spiegato che nel 2013 lโ€™Istituto ha ottenuto contribuzioni liberali da 69 soggetti diversi con un valore medio di 8.957 euro. Per un totale, se ne deduce, di 618 mila euro di introiti. Perchรฉ di questa cifra non cโ€™รจ traccia nel bilancio? Di piรน, perchรฉ lo stesso Mingardi aveva individuato unโ€™altra fonte di incasso nella cena annuale dellโ€™Ibl, che nel 2013 ha portato a โ€œvendereโ€ una trentina di tavoli a 3 mila euro lโ€™uno. Anche qui se ne deduce per un incasso di circa 90 mila euro. Cifra che, sempre secondo la spiegazione fornita allโ€™epoca, corrisponderebbe al 10% del budget dellโ€™Istituto (che quindi a spanne sarebbe di 900 mila euro). Anche qui, perchรฉ di questo flusso di denaro non si ha testimonianza nel bilancio?

LA RISPOSTA
Sul punto, ricontattato ieri da La Notizia, Mingardi ha precisato che il bilancio pubblicato on line si riferisce alla Fondazione Ibl, di recente costituzione. I flussi di denaro di cui sopra, invece, fanno riferimento allโ€™Associazione Ibl. Della quale, perรฒ, il bilancio non viene pubblicato. E cosรฌ sullโ€™unico documento contabile disponibile, quello della fondazione, transitano solo 32.696 euro, di cui 20 mila (concede Mingardi su sollecitazione de La Notizia) versati da Mapei, societร  del presidente della Confindustria Giorgio Squinzi. Bisogna invece andare a leggere nei bilanci della Fondazione Crt per constatare come dal 2009 al 2012 abbia versato allโ€™Ibl 30 mila euro lโ€™anno. Per il resto ci si deve limitare a prendere atto di chi siede negli organi dellโ€™Ibl: Fabio Carchiai (presidente Atlantia e Autostrade per lโ€™Italia), Franco Debenedetti, fratello di Carlo e consigliere di Cir, e Giampaolo Galli, deputato Pd ed ex direttore generale di Confindustria.

@SSansonetti