Le Lettere

Il bambino Trump

Sembrava che la guerra in Iran stesse per finire. Trump diceva che era ottimista e che la pace stava per venire. Invece adesso è andato su tutte le furie. Ma quello che dice Trump è pazzia o è una tattica negoziale?
Martino Casali
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Gentile lettore, magari fosse una tattica negoziale. Ho il forte sospetto che invece sia una totale incapacità di capire gli eventi. Non ha abbastanza cervello e cultura politica per capire. Ieri l’Iran ha respinto il piano americano in 14 punti, affermando che non può nemmeno essere discusso perché le richieste sono esorbitanti e che, se l’America vuole discutere, deve negoziare i seguenti punti: cessazione immediata delle ostilità; pagamento dei danni di guerra all’Iran; riconoscimento della sovranità iraniana sullo Stretto di Hormuz; eliminazione delle sanzioni contro l’Iran; e infine la restituzione dei fondi sovrani iraniani che Washington ha sequestrato. A richieste massimaliste, risposte massimaliste. Trump, che ripeto non ha la minima idea di quello che succede intorno a lui, aveva detto avanti ieri: “Penso che per stasera avremo la risposta di Teheran. La pace è vicina”. Dopo aver letto la lettera degli iraniani, Trump ha scritto che la risposta di Teheran “è inaccettabile”. Teheran allora ha fatto sapere che le reazioni di Trump “non hanno alcuna importanza” e che loro “non scrivono piani per compiacere Trump”. Purtroppo l’America si ritrova con un presidente con il cervello di un bambino di 8 anni. Non è mai cresciuto. Non sa cosa fa né cosa farà. Non si rende conto delle sue azioni e per giunta è dominato da un ego straripante. È un disastro planetario.

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