A Bucha i testimoni parlano di violenze sulle donne, torture, saccheggi ed esecuzioni di civili. “È stata devastata dai russi dal 24 febbraio”

Bucha
Share on facebook
Share on twitter
Share on whatsapp
Share on telegram

Le immagini diffuse in queste ore dai media internazionali, riguardanti i crimini compiuti dai russi a Bucha, la cittadina alle porte di Kiev teatro dell’atroce massacro che si stima abbia fatto oltre 140 vittime tra i civili, risalirebbero anche alle scorse settimane, addirittura all’inizio dell’invasione in Urcaina. A riferirlo ai media italiani sono diversi testimoni citati dall’Ansa e dall’Adnkronos.

“In questo mese di occupazione – ha riferito una testimone a un inviato dell’Ansa – i russi hanno preso alcune donne, sui trent’anni, e le hanno portate nel loro quartier generale qui a Bucha, facendole schiave. A loro serviva che cucinassero e facessero tutto cio’ che veniva loro ordinato”.

Un testimone: “Bucha è stata torturata e devastata dal 24 febbraio. I media lo hanno scoperto soltanto adesso”

“Ho raccolto le testimonianze di chi ha subito le razzie dei ceceni ubriachi nei negozi, le loro gozzoviglie nelle case e le torture e le uccisioni” ha detto un altro testimone, residente a Bucha, all’Adnkronos. “Bucha è stata torturata e devastata dal 24 febbraio. Io ho visto l’orrore e posso testimoniarlo. I media lo hanno scoperto soltanto adesso”.

“Non si poteva restare. Siamo scappati a casa di amici – ha aggiunto -, con mia moglie e mio figlio in una zona della città che fortunatamente non ha conosciuto le violenze dell’esercito russo, anche se era vicino. Lì siamo rimasti due settimane”.

“Durante l’evacuazione abbiamo visto l’orrore. Auto con all’interno corpi di persone morte. Distruzione. Quello che voi giornalisti state documentando non è avvenuto in questi ultimi giorni con la ritirata dei russi. Ma giorno dopo giorno, dal 24 febbraio”.

E ancora, ha raccontato il testimone: “Ho visto i carri armati ed altri veicoli russi entrare a Bucha, stazionare vicino alle nostre abitazioni; aerei bombardare le nostre case; i corpi dei miei concittadini morti nelle loro auto; ho raccolto le testimonianze di chi ha subito le razzie dei ceceni ubriachi nei negozi, le loro gozzoviglie nelle case e le torture e le uccisioni”.

“Vicino a casa mia – ha concluso – hanno torturato e ucciso in un summer camp per bambini chi si trovava lì. Hanno ucciso civili dentro le loro case. Hanno saccheggiato abitazioni private. Sono entrati anche nella mia. So che hanno spalancato le porte e preso …non so cosa”.