A chi le Olimpiadi? A noi! Da Cosenza a Venezia passando per Rieti, l’assalto dei piccoli Malagò di mezza Italia

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Alzi la mano quel sindaco o quel presidente di Regione che ancora non ha avuto la brillante idea di avanzare la propria personalissima candidatura per i Giochi Olimpici. A conti fatti, chiunque da Nord a Sud, dopo il niet a Roma 2024 di Virginia Raggi ufficializzato oggi con il voto della mozione M5S in Campidoglio, ha avanzato l’idea che questa città o quella Regione possa ospitare le prossime manifestazione dell’evento sportivo.

SINDACI IN GARA – Ultimi sono stati i sindaci laziali di Rieti, Frosinone, Latina e Viterbo. Certo, fa davvero strano (con tutto il rispetto) immaginare la maratona Frosinone-Castrocielo (distano, appunto, 42 km, come regolamento olimpico vuole), ma pare proprio che Nicola Ottaviani, sindaco di Frosinone, Simone Petrangeli (Rieti), Leonardo Michelini (Viterbo) e Damiano Coletta (Latina) facciano sul serio, dato che hanno elaborato un documento comune che hanno poi inviato alla Raggi e a Giovanni Malagò.

Ma i laziali non sono gli unici che sognano i cinque cerchi. In questi giorni a lanciarsi nell’avventata proposta, anche il sindaco di Cosenza, Mario Occhiuto. Per carità: il primo cittadino ha avuto la bontà di non pensare soltanto alla città bruzia (impossibile, ovviamente), ma ha ideato una proposta originale: le Olimpiadi della Magna Grecia da sponsorizzare nel 2028. E anche – ci mancherebbe – pare si faccia sul serio: Occhiuto, infatti, ha inviato (pure lui!) una lettera a Malagò e al presidente del Consiglio, Matteo Renzi, con la proposta strutturata e che riunisce le città di Napoli, Bari, Cosenza e Palermo. Finita qui? Ma certo che no. Perché prima ancora di Occhiuto, a parlare era stato Luigi de Magistris: “se la Raggi dice di no – aveva detto il sindaco di Napoli già in tempi non sospetti – organizziamo le Olimpiadi del Sud per il 2028”. Come se il Mezzogiorno non abbia già troppi problemi da risolvere.

REGIONI IN CAMPO – La cosa interessante, però, è che a parlare non sono stati solo i sindaci. Pure i presidenti di Regione, infatti, hanno sentito l’esigenza di pronunciarsi sui Giochi Olimpici. E anche qui le proposte sono davvero curiose. Uno dei primi è stato Rosario Crocetta, per il quale “La Sicilia sarebbe felice di ospitare le Olimpiadi. Non so se è possibile candidare una regione per quelle Olimpiadi che il sindaco di Roma non vuole accettare, ma per la Sicilia equivarrebbe a innescare un ulteriore processo di crescita e sviluppo”. Ecco, no. Non è possibile candidare Regioni intere (basti pensare anche alle edizioni precedenti). Eppure in tanti ci provano. E ci credono. Domenico Tallini, consigliere regionale della Calabria di centrodestra, non disdegnando l’idea del suo conterraneo Occhiuto, ha proposto la Calabria (e in particolare la piana di Sibari) già per il 2024. Ma, ovviamente, non poteva mancare il fronte del Nord. E così Roberto Maroni ha pensato alla sponsorizzazione di Milano, mentre Giovanni Toti ha lanciato la proposta che fa da contraltare a quella di de Magistris e Occhiuto al Sud: i Giochi Olimpici del Nord, con la partecipazione, secondo il progetto del governatore ligure, di Genova, Milano e Torino. Un’idea che, si vede, non è particolarmente piaciuta a Luigi Brugnaro, primo cittadino di Venezia che, di suo conto, ha lanciato la candidatura della Serenissima. Peccato, tuttavia, che i tempi siano scaduti. Però chissà, sindaci e presidenti di Regione sono sempre in tempo a partecipare alla gara di chi la spara più grossa. Non sia mai qualcuno vinca davvero.

Tw: @CarmineGazzanni

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